LA MISTER - Un cortometraggio che fa
riflettere sulla parità di genere
C'è ancora chi pensa che autorevolezza e leadership siano qualità legate al genere. “
La Mister”, cortometraggio diretto da
Domenico De Ceglia, realizzato dal Liceo Carlo Cafiero in collaborazione con il Gruppo Farfa nell'ambito del progetto "GOAL 5: il cinema al femminile plurale", affronta proprio questo tema. Unisce il mondo del calcio – che nell’immaginario comune è prettamente maschile – con una riflessione semplice sulla parità di genere.
Girato interamente in bianco e nero, il corto racconta la storia di una squadra di calcio maschile e giovanile che si ritrova ad accogliere una nuova allenatrice, Alice. L'arrivo della “mister” viene accolto con diffidenza: i ragazzi faticano a riconoscerle autorevolezza e competenza, non tanto per ciò che propone, quanto perché è una donna. Persino iniziative apparentemente innocue, come introdurre una breve sessione di meditazione prima della partita, vengono respinte con scherno e superficialità. Il conflitto raggiunge l’apice nello scontro con il capitano, che arriva a dichiarare senza mezzi termini: “
Non abbiamo bisogno dei consigli di una donna”.
Il pregio principale del cortometraggio è proprio la sua capacità di raccontare pregiudizi ancora radicati: il calcio come ambiente maschile, le donne come incapaci e inadatte in certi ruoli. Il corto mostra come questi siano solo pregiudizi. Basta davvero poco per notare il cambiamento, graduale e credibile, dei ragazzi della squadra di calcio. Dopo un primo momento di diffidenza, infatti, iniziano a fidarsi di lei.
L’opera mostra come talvolta basti davvero poco per mettere in discussione dei preconcetti a cui siamo abituati fin dall’infanzia, ma che niente hanno a che vedere con la realtà.
Un altro pregio di questo lavoro è il fatto che riesca a dimostrare quanto anche il cinema possa essere uno strumento educativo efficace.
Qualche riserva, però, rimane. La scelta del bianco e nero appare curiosa e non trova una reale giustificazione narrativa o estetica, finendo per risultare più un vezzo stilistico che un elemento funzionale al racconto. Inoltre, i circa sedici minuti di durata sono sufficienti per introdurre la vicenda, ma il finale lascia la sensazione di un percorso interrotto troppo presto. Più che una conclusione, sembra il preludio di un lungometraggio: i personaggi hanno ancora molto da dire e la storia avrebbe meritato uno sviluppo più ampio.
Nonostante questi limiti, “La Mister” è un cortometraggio sincero, ben intenzionato e capace di trasmettere un messaggio importante con sensibilità. Un piccolo progetto che dimostra come il cinema, anche nelle produzioni scolastiche, possa diventare un valido strumento di confronto e di crescita culturale.
16/07/2026, 09:24
Marta Bello