FRAMMENTI - Un racconto di formazione tra danza, dolore e rinascita
Con “
Frammenti”,
Bianca Marcelli firma un'opera prima che lascia intravedere una sensibilità registica già molto definita. Il film racconta la storia di Romeo, un ragazzo della periferia romana che decide di lasciare Roma per trasferirsi a Fermo, nelle Marche, con un solo obiettivo: inseguire il sogno di vivere attraverso la danza.
Alcune scelte estetiche legate al colore e alle inquadrature mostrano un occhio artistico attento. Ad esempio, colpisce molto l'inizio in bianco e nero, che sembra raccontare un mondo spento, lontano. Poi arriva una delle sequenze più belle dell'intera pellicola: Romeo entra in un palazzetto che, almeno inizialmente, fa pensare a un incontro di boxe. Il film gioca volutamente su questo equivoco, fino a quando il ragazzo sale sul ring e, invece di combattere, inizia a danzare. È proprio in quell'istante che esplodono i colori, con una transizione elegante e perfettamente coerente a livello simbolico. È come se, insieme a Romeo, anche il film trovasse finalmente il proprio respiro.
Bianca Marcelli dimostra personalità anche attraverso alcune scelte di regia meno convenzionali. Una delle più interessanti riguarda la direttrice della scuola di danza, che rimane volutamente fuori fuoco per buona parte del film. È una soluzione che incuriosisce e che viene mantenuta per un po’, almeno fino a quando, dopo circa trentacinque minuti, il suo volto viene finalmente mostrato con nitidezza. Lei e una giovane ragazza di nome Ele, che il protagonista incontra a Fermo, sono le due figure principali per la trama accanto a Romeo.
A un certo punto la storia cambia radicalmente direzione: un evento inaspettato e drammatico sconvolge il percorso del ballerino, dando vita a un racconto fatto di cadute, tentativi di rialzarsi e ostinazione nel continuare a inseguire il proprio sogno. Ma sarà davvero il suo sogno più autentico? In questo aspetto somiglia molto a un racconto di formazione. A complicare ulteriormente il suo cammino emergerà anche un doloroso segreto legato al passato.
Se sul piano della regia
“Frammenti” colpisce per maturità e coraggio, qualche riserva emerge invece nella scrittura dei dialoghi. Alcuni scambi risultano piuttosto banali, come: «Hai mai pensato a cosa ti rende felice?» oppure «Anzi, a cosa ti rende veramente libero?». Momenti che, pur inserendosi nel percorso di crescita del protagonista, rischiano di cadere nel cliché. Alcune scene funzionano meglio quando il film lascia parlare le immagini.
Nel complesso, è un esordio promettente. La regista dimostra di possedere una visione precisa e una notevole cura dell'aspetto visivo, riuscendo a raccontare una storia di formazione senza rinunciare a soluzioni registiche che esprimano la sua personalità.
Pur con qualche ingenuità nella scrittura, il film lascia la sensazione di trovarsi davanti a una regista da seguire con attenzione nei suoi prossimi lavori.
07/07/2026, 10:02
Marta Bello