GIORGIO AMATO - "Ho preso spunto dalla realtà, quando la
sfera privata di un politico finisce in pasto ai media"
Come è nata l'idea di "Election Day"?
Giorgio Amato: E' sempre complicato risalire alla partogenesi di un'idea, perché sono tante le componenti che la compongono. Di sicuro mi ha fatto riflettere molto la polarizzazione che si è creata nell'ultimo periodo, che ha portato intere famiglie a non parlarsi più. Polarizzazione alimentata anche dai social e da alcuni programmi televisivi di pura propaganda dove si parla alla pancia del paese per avere gioco facile nel conquistare consensi. Io stesso ho interrotto in maniera brusca e dolorosa alcune amicizie con persone a me care con le quali era diventato impossibile avere un normale confronto di idee. Parlo di persone che frequentavo da moltissimi anni, che conoscevo bene, e che all'improvviso si sono arroccate su idee talmente assurde che sembrava quasi avessero subito un lavaggio del cervello. E in effetti... Così ho pensato, ma cosa accadrebbe se un giorno mia moglie tornasse a casa con idee completamente opposte alle mie? E così ho cominciato a scrivere.
In Italia non è facile raccontare la politica, specie nella commedia... Te l'avevi già fatto ne "Il Ministro", ed in entrambi i casi, il risultato è stato buonissimo...
Giorgio Amato: Sì, molto spesso mi chiedo anch'io se sia un caso o meno. Non so rispondermi. Diciamo che sono sempre stato molto attento alla vita politica. Credo molto nel valore delle idee e dell'impegno civico. Per questo rimango sempre disgustato quando le persone, soprattutto i politici, utilizzano la "cosa pubblica" per il proprio potere e non per il bene comune. Ma così va il mondo. Tornando anche alla domanda precedente, posso dire che su ELECTION DAY ho preso anche spunto da quello che succede nella realtà, quando la sfera privata di un politico finisce in pasto ai media. Magari perché il compagno l'ha combinata davvero grossa. Mi sembra sia successo qualcosa di simile abbastanza di recente...
Come hai scelto il cast del film?
Giorgio Amato: Quando ho scritto la sceneggiatura ero molto felice di avere una protagonista femminile. Ma mi serviva un nome forte. Per fortuna la mia agente rappresenta sia Angela Finocchiaro, che Giorgio Tirabassi, che per me erano perfetti, per cui è stato semplice fargli arrivare il testo. Quando sia Angela che Giorgio hanno accettato il ruolo, buona parte del lavoro era fatta. Antonio Gerardi invece è stata una felicissima intuizione di uno dei due produttori, Alessandro Carpigo. E quando ho avuto modo di incontrarlo ho capito che il personaggio di Carlo non poteva che essere il suo.
Come hai lavorato sui personaggi?
Giorgio Amato: Lasciando molto spazio agli attori. Credo che la parte più bella del lavoro per un attore, sia quella di creare il personaggio. Per questo lascio sempre la massima libertà creativa agli attori. Poi, mentre lavoriamo alle letture, entriamo nelle sfumature, nel sottotesto, nei reali obiettivi che ogni personaggio si porta dietro. Perché se in una sceneggiatura ogni singolo personaggio non ha un obiettivo chiaro, finisce col funzionare poco o diventare solo un contorno al servizio della storia. Invece credo che debba succedere il contrario.
Hai già in preparazione un nuovo film?
Giorgio Amato: Magari. Cose scritte ne ho pure troppe, ma prima di arrivare in preparazione devo trovare la produzione che creda nel progetto. Ogni volta bisogna ricominciare da capo e non è mai facile.
02/07/2026, 09:36
Simone Pinchiorri