ALI ABBASI - Un omaggio a Firenze per il regista iraniano
Sarà il regista iraniano
Ali Abbasi, autore del finora primo e unico film sulla vita di Donald Trump, il protagonista della serata di martedì 7 luglio all’arena estiva della Manifattura Tabacchi a Firenze, curata da Fondazione Stensen. L’autore, che oggi vive in Danimarca, presenterà il suo ultimo film The Apprentice - Alle origini di Trump, l’unica opera di fiction mai realizzata sulla vita (e la carriera di affarista senza scrupoli) del presidente Donald Trump. Nel momento delI’uscita nei cinema americani i suoi due protagonisti, gli attori Sebastian Stan e Jeremy Strong vennero entrambi candidati agli Oscar, ma il film fu ferocemente attaccato da Trump e boicottato negli Usa. Appuntamento alle 19.30 con un talk con il regista, mentre alle 21.30 ci sarà la proiezione del film, a cui seguirà un approfondimento con il regista.
Il film, ambientato negli anni Settanta e Ottanta, racconta la relazione tra il giovane imprenditore Donald Trump (Sebastian Stan) e l'avvocato senza scrupoli Roy Cohn (Jeremy Strong). "Un film falso e privo di classe su di me", aveva detto a proposito Trump, secondo cui The Apprentice è "un attacco basso, diffamatorio e politicamente disgustoso fatto uscire alla vigilia delle elezioni per danneggiare il Più Grande Movimento Politico nella storia del nostro Paese, Make America Great Again". Uno dei soggetti rappresentati nel film, Roger Stone, un noto alleato di Trump, ha invece elogiato l’accuratezza delle interpretazioni. In risposta alle critiche di Trump, il regista Ali Abbasi ha dichiarato pubblicamente che sarebbe stato disposto a discutere ulteriormente con il presidente. Il confronto non è mai avvenuto.
Abbasi da almeno dieci anni realizza film che utilizzano il genere cinematografico (thriller, horror, biopic) per stimolare nello spettatore riflessioni sulla società contemporanea. La sua doppia esperienza di vita – prima in Iran e poi in Europa – gli ha consentito di essere uno degli sguardi più interessanti nel sottolineare le distorsioni sia del mondo occidentale che del suo Paese natale. È stato capace nei suoi film Border e Holy Spider (entrambi visibili al cinema Astra di Firenze nei giorni precedenti all’incontro) di rappresentare con feroce realismo sia le politiche migratorie che la corruzione sistemica iraniana sullo sfondo di una storia vera di un serial killer. Essersi confrontato con le origini dell’uomo più potente del mondo - un personaggio che non ha vergogna, spregiudicato in tutto, bugiardo patologico fin dai primi anni della sua carriera - ha significato per Abbasi un salto di qualità che gli è costato svariati problemi. Nonostante questo non si è pentito e, pur essendo al lavoro su nuovi progetti, The apprentice rimane finora la sua opera più significativa.
Nato in Iran nel 1981, Abbasi ha scritto inizialmente diversi racconti pubblicati nel suo paese. Nel 2002 ha abbandonato gli studi all’Università di Tehran e si è trasferito a Stoccolma dove ha studiato architettura. Laureatosi nel 2007, ha studiato regia alla National Film School in Danimarca. Shelley, la sua opera prima, è stata presentata in anteprima nel 2016 al Festival del Cinema di Berlino. Il film successivo, Border – creature di confine, ha vinto il premio per il miglior film nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes nel 2018. Holy Spider nel 2022 è stato selezionato direttamente nel concorso ufficiale del Festival francese e ha fatto vincere all’attrice iraniana Zar Amir Ebrahimi il premio come miglior attrice. Ha diretto gli ultimi due episodi della prima stagione della serie Tv di grande successo The Last of Us ed è tornato poi in concorso a Cannes nel 2024 con The Apprentice.
“Tutto il gruppo di collaboratori della Fondazione Stensen è felice di poter accogliere Ali Abbasi a Firenze perché è un autore che interpreta al meglio il modo in cui intendiamo il cinema: inventivo, visivamente stupefacente e ricchissimo di contenuti e spunti di riflessione – ha detto il direttore della Fondazione Stensen Michele Crocchiola - Abbasi è un regista colto e consapevole e avere la possibilità di un confronto con lui pensiamo sia un arricchimento per tutti i fiorentini, cinefili e non”.
01/07/2026, 10:16