SOLE LUNA DOC FILM FESTIVAL 21 - I vincitori
PREMIO MIGLIOR FILM
The beauty of the donkey, Dea Gjinovci, Svizzera, Kosovo, Francia, USA, 2025, 77’
Motivazione: Fin dalla prima inquadratura iniziale, siamo immersi in un mondo costruito con grande delicatezza, che svela una dolorosa storia di violenza imperdonabile. Lo sradicamento e la perdita vengono riportati nel presente attraverso un’inventiva, un intreccio profondamente toccante di documentario e ricostruzione. L’esplorazione della memoria, del trauma e della storia condivisa trasforma i ricordi personali in un gesto di guarigione collettiva. Con immensa dignità di fronte a una storia agghiacciante, la regista, suo padre, il cast e la troupe danno vita a un presente segnato per sempre, che tuttavia continua a brillare di gioia.
PREMIO MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Night Shift, Megumi Lim, Marian Prysiazhniuk, Ucraina, 2025, 29’
Motivazione: Il film trova una potente metafora nell’attesa interminabile, attraverso l’oscurità della guerra, di un raggio di luce all’alba. Rivela la inquietante coesistenza di gesti ordinari sotto la costante minaccia della violenza. Esplora magistralmente il peso invisibile della paura e il modo in cui la guerra finisce per insinuarsi nel tessuto stesso della vita quotidiana.
PREMIO MIGLIOR FOTOGRAFIA
A Fox Under a Pink Moon, Mehrdad Oskouei, Soraya, Iran, France, United Kingdom, United States, Denmark, 2025, 76’, v.o. sott.
Per la profonda sensibilità artistica che consente alla protagonista di raccontare la propria storia in modo intimo e coraggioso.
PREMIO MIGLIOR REGIA
Hidden, Monika Kotecka, Polonia, 2026, 22’
Hidden riesce a rappresentare le realtà interiori attraverso immagini e suoni tattili, corporei e sensoriali: emozioni spesso sottovalutate ma persistenti, che raccolgono molteplici esperienze in un’unica, intensa esperienza collettiva per lo spettatore.
PREMIO MIGLIOR MONTAGGIO
Do you love me, Lana Daher, Francia, Libano, Germania, Qatar, 2025, 75’
Per la forte prospettiva femminile con cui costruisce un ambiente unico, capace di racchiudere la complessa storia del Libano attraverso scene montate con grande maestria, che si intrecciano fluidamente all’interno di un archivio che copre settant’anni.
PREMIO MIGLIOR SUONO E COLONNA SONORA
Despite the scars, Felix Rier, Italia, 2025, 72’
Motivazione: La musica è una voce discreta che accompagna, sottolinea e rivela momenti in cui il dolore, ma anche la speranza e la tenerezza, cercano espressione. Il contrasto con la musica diegetica e ritmica crea un contrappunto tra il presente e le emozioni di un passato traumatico.
MENZIONE SPECIALE COLONNA SONORA
Polyphem di Ilaria Di Carlo, Germania, Italia, 2026, 10’
Un paesaggio sonoro immersivo e dinamico che riesce a tradurre la portata e la profonda tragedia della crisi climatica.
PREMIO SOLE LUNA UN PONTE TRA LE CULTURE
L’associazione Sole Luna - un ponte tra le culture assegna il suo premio speciale A Fox Under the "
Pink Moon", di Mehrdad Oskouei, Soraya, un film che tocca nell’intimo l’animo dello spettatore e che lo coinvolge in un’esperienza immersiva nella vita di Soraja, nel suo viaggio di rinascita. Una giovane donna resiliente che vive d’arte e che è essa stessa l’essenza del ponte tra le culture.
GIURIA STUDENTI
La giuria studenti liceali della 21esima edizione del festival Sole Luna attribuisce il premio al cortometraggio “
Everyday in Gaza” del regista Omar Rammal per la seguente motivazione: “Everyday in Gaza” è una finestra su una realtà che sembra molto distante dalla nostra. Siamo abituati a sentire parlare di Gaza al telegiornale, le tragedie diventano notizie e le persone diventano numeri. Questo cortometraggio ci fa entrare nella vita quotidiana di coloro che vivono, studiano, lavorano e sognano come noi, ma lo fanno in un luogo che non gli permette la nostra stessa libertà. La famiglia Farra, presente nel cortometraggio, è solo una delle innumerevoli che vivono nella striscia di Gaza e che ogni giorno vivono gli orrori della guerra. L’obiettivo del cortometraggio non è soltanto quello di suscitare compassione anzi, ci offre una prospettiva di speranza ma soprattutto di resilienza. I Gazawi nonostante abbiano sempre meno accesso ai beni di prima necessità e alle cure mediche si sono sempre rimboccati le maniche cercando di combattere utilizzando i mezzi a loro disposizione, seppur limitati. Ci stanno dando una prova di coraggio dimostrando che la fame di vita sarà sempre più forte di qualsiasi altra difficoltà. Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla parte visiva. Momenti ripetitivi e quotidiani in cui tutti noi potremmo rivederci vengono inseriti in un contesto così violento; ci fa pensare su un livello più umano a tutte le fortune che viviamo ogni giorno e di cui non ci accorgiamo o che diamo per scontate. Questo cortometraggio è un tributo a tutti loro che non si sono mai arresi e non hanno intenzione di arrendersi adesso. “Everyday in Gaza” non si limita a raccontare una storia, si trasforma in un messaggio ancora più forte ricordando a tutti i Gazawi che non sono soli. Noi li vediamo, noi ci siamo e continueremo a essere la loro voce.
Menzione speciale
Inoltre, la giuria studenti liceali desidera fare una menzione speciale al cortometraggio “
Hidden” della regista Marta Szymanowska. Quest’ultima è stata in grado di trasporre le mura che si erigono intorno a ogni donna quando il batterio delle ansie si insidia dentro di noi. Il cortometraggio si serve di immagini disturbanti, le quali, d’altra parte, risultano essere fondamentali al fine della totale immersione dello spettatore. Il ritmo variabile e la sovrapposizione delle scene permettono noi di immedesimarci in tutte quelle donne il cui dolore raggiunge la trachea: rendendo il respiro affannato, difficile, quasi come se la sua funzione fosse quella di metterle al tacere. Non mancano i riferimenti alle cause di tutto ciò: difatti si mette in luce la maniera sistemica con cui tale fenomeno si ripete di generazione in generazione, da una madre a una figlia. Un malore strutturale, un virus, che da millenni ci rende succubi di noi stesse. La regista ci parla della sensazione di sconforto dentro la nostra pelle quando gli sguardi viscidi degli uomini si posano su di noi, provocando un formicolio capace di immobilizzarci. Un gesto del tutto normalizzato, come se il nostro corpo potesse essere qualcosa il cui unico fine è il compiacimento maschile, anziché la nostra auto-affermazione. Le paure diventano intrinseche dentro di noi, parte del nostro essere, ci assediano e ci paralizzano.
GIURIA NUOVE CITTADINANZE
As the Crow Flies, Clara Lacombe
Motivazione: Per la forza del suo messaggio, per la qualità della narrazione, per la misura e l’autenticità della voce narrante e per la creatività con cui il film alterna immagini e illustrazioni. Pur senza vedere i volti delle persone che raccontano la loro storia, riusciamo a immaginarli e, soprattutto, a percepirne profondamente l’umanità. Nonostante i contesti differenti da cui proveniamo e forse anche per questo, As the Crow Flies per la giuria Nuove Cittadinanze è il miglior cortometraggio di Sole Luna 2026. Un film che arriva al cuore e alla mente.
Menzione Speciale
Everyday in Gaza, Omar Rammal
Motivazione: Per la potenza delle testimonianze: una potenza fatta di dignità, resilienza e coraggio. Per la capacità dei protagonisti di continuare a vivere ogni giorno, di rialzarsi, di reinventarsi continuamente e di scegliere, nonostante tutto, di rimanere umani. Il film non cerca mai di forzare l’emozione dello spettatore. Lascia che sia la storia stessa a parlare, e proprio per questo, il messaggio arriva al cuore con grande naturalezza. Un uomo è costretto a cambiare lavoro a causa della guerra: da insegnante diventa barbiere. Eppure, la guerra non gli porta via l’umanità né il rispetto verso gli altri. La giuria Nuove Cittadinanze tiene a sottolineare la propria vicinanza al popolo palestinese.
PREMIO DEL PUBBLICO
The beauty of the donkey, Dea Gjinovci, Svizzera, Kosovo, Francia, USA, 2025, 77’14/07/2026, 12:04