PESARO 62 - Simone Peluso: "La magia della pellicola"
Simone Peluso è ospite della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, omaggiato nella sezione VedoMusica a cura di Luca Pacilio per il suo lavoro nel mondo dei videoclip, che lo ha visto lavorare in questi anni con artisti come Blanco, Maneskin, Angelina Mango e molti altri.
"Il videoclip per me rimane un mezzo di supporto, tutto ovviamente nasce dalla musica. E' un ottimo metodo per dare una visione ancora più precisa su dove quella musica vuole andare a parare, ma anche per andare in direzione opposta, aggiungendo sfumature. Devi creare un mondo visivo che sia coerente: oggi la soglia dell'attenzione è molto bassa e serve qualcosa che abbia un impatto immediato".
Sollecitato da Pacilio, Peluso racconta i suoi inizi.
"Ho iniziato a fare video a 14 anni, facevo parkour, uno sport molto concreto, e facevo video in quel contesto, l'ambiente sportivo l'ho da sempre respirato come naturale e forse per questo il corpo è spesso al centro dei miei video. Poi l'incontro con il videoclip e con un artista anch'egli agli inizi, Blanco. Per me la sintonia è la base, senza faccio molta fatica a lavorare: il progetto Blanco si è rivelato perfetto per me in quel periodo, ci siamo fidati reciprocamente".
A Pesaro è stato mostrato anche il suo lavoro più recente, per "Canto d'amore" di Angelina Mango e Marco Mengoni.
"L'incipit è partito da Angelina, voleva una coreografia un po' omologata, militare, schematica. Avevo in testa un'ambientazione un po' cupa, tra scuola di danza e un ambiente molto disciplinato, ci siamo inventati qualcosa in cui il rigore fosse alla base, con questa sorta di professori che sorvegliano 24 ore su 24 gli alunni. E' un viaggio mentale, rappresentano le aspettative che abbiamo tutti, gli schemi mentali che abbiamo e che sono sempre presenti, ma possono svanire se lo vogliamo".
Come lavori con le idee?
"Non sempre scrivo l'idea e cerco un posto adatto per realizzarla, è molto più semplice fare il lavoro inverso: cerco sempre meno di affezionarmi alle mie idee ma di modificarle nel caso, non credo di perdere autorialità facendo così. Tutto quello che è creatività è intuizione, sono immagini che arrivano, sensazioni che provo, se sono ricettivo arrivano (se dormo bene, mangio bene...), scervellarsi non serve. Anche il lavoro in pellicola va in quella direzione: è il mio gusto, certo, ma limita i tempi, hai pochi minuti di materiale, non devi sforare, mi ha dato più velocità e la capacità di accettare quello che viene".
Ancora sul lavoro con la pellicola.
"Mi piace molto non sapere quello che sta succedendo, è sempre una magia quando torni a casa e scansioni il materiale, ti fai andar bene quel che esce, ti adatti. Amo avere la macchina da presa in mano, sto cercando di diventare abbastanza bravo per fare direttamente io le riprese, già oggi ogni tanto capita".
Dopo tanti videoclip, nel prossimo futuro c'è il cinema con due cortometraggi prossimi alla presentazione ufficiale.
"Mi piace molto documentare, trovare peculiarità nelle situazioni anche dove apparentemente non c'è nulla, raccontare quello che sembra non esserci. L'approccio documentaristico con un racconto sotto è quello che vorrei fare in futuro".
18/06/2026, 12:02
Carlo Griseri