PESARO 62 - Giandomenico Curi e la storia del videoclip italiano
La storia del videoclip (non solo) italiano raccontata da uno dei nomi più importanti della scena tra gli anni Ottanta e Novanta,
Giandomenico Curi, a cui la
Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro ha dedicato una retrospettiva. Da Lucio Battisti ad Antonello Venditti, ma anche band e nomi più di nicchia che gli hanno permesso maggiore sperimentazione, Curi ha molti aneddoti da raccontare alla platea pesarese.
“Sono tante le fasi che il videoclip ha vissuto nella sua breve storia, ammetto che credo il periodo migliore sia stato proprio quello degli anni Ottanta, in cui c'erano magari video più semplici ma un elevato grado di coinvolgimento. Oggi li amo meno, c'è grande capacità tecnica (con un abuso di droni) ma a parte qualche caso mi lasciano più freddo”.
Da incontri importanti, come quello con alcuni dei nomi internazionali più rilevanti (Don Letts e Julien Temple, per citarne giusto un paio), all'arrivo dei grandi registi impegnati che nel 1984 si avvicinano al genere: “C'è stato Antonioni con Gianna Nannini, Bolognini com Amanda Lear e poi – unico tra questi casi a non essere diventato realtà, purtroppo – anche
Federico Fellini, che si era interessato a dirigerne uno, quello di 'Karma Chameleon' dei Culture Club. Peccato, non lo vedremo mai”.
Interessato a costruire storie più che immagini, Curi ha realizzato spesso anche piccole opere con più canzoni unite: “Agli autori piaceva molto, con i loro dischi avevano un messaggio più forte da comunicare e utilizzarne più di una rendeva il tutto più forte, più impattante”.
La tecnica però non mancava, come ad esempio nel caso di “Grazie Roma” di Antonello Venditti: “Girammo all'interno del Colosseo, un caso direi unico – ricorda – e con un elicottero che partiva dal suo primo piano per poi alzarsi in volo, una soluzione anche pericolosa. Siccome poi Venditti cantava sempre attaccata al suo pianoforte, senza mai muoversi, serviva qualche trucco e così inventai un doppio carrello: su uno si muoveva la macchina da presa, ancora in pellicola, e sull'altro abbiamo caricato direttamente Venditti con il suo piano”.
Non solo “Grazie Roma”: “Per il video di Centocittà coinvolsi Carlo Verdone, costruimmo un vero e proprio piccolo film che funzionò moltissimo. Per 'Ci vorrebbe un amico' ho invece pensato a 'La finestra sul cortile', con Venditti sempre piantato al suo piano, stavolta in casa sua, e tre storie che si svolgono alle finestre di fronte”.
Ma Curi è fonte inesauribile di ricordi, dai contatti con Battisti e la difficoltà di convincerlo, alle trasmissioni tv “Mister Fantasy” e “Obladi Oblada”. Il videoclip italiano è stato ed è un genere importante, onore alla Mostra di Pesaro per sottolinearlo ogni anno.
17/06/2026, 12:34
Carlo Griseri