ALESSIO RUPALTI - "Ora Ten to Six, prossimamente il primo lungo"
Il genovese
Alessio Rupalti è il regista di "
Ten to Six", cortometraggio interpretato da Charlie Wright, Gerard Bell e Georgia Polly-Taylor, una storia intensa che affronta il tema del tumore al seno da un punto di vista inedito: quello maschile. Lo abbiamo intervistato.
Da Genova a Londra, dove vivi e dove hai girato il cortometraggio.
Ormai sono nove anni che vivo qui! Nel 2011 mi ero trasferito da Genova a Roma, per lavorare nel mondo del cinema, e poi dopo sei anni lì (lavorando in produzione e in vari ruoli) avevo voglia di esplorare qualcosa di nuovo. Era appena stata votata la Brexit e l'ho preso come un segnale: ora o mai più, prima dell'effettivo cambio della legge.
All'inizio ho ricominciato da capo, poi sono riuscito a fare un corto, "Coming Back", proprio sul tema della Brexit: io ancora non parlavo quasi inglese, era una tematica scomoda a molti, poi è arrivato il Covid ed è stata un'altra batosta, con festival cancellati e io che non riuscivo ad avere la distribuzione che volevo...
Alla fine è andato benissimo, è stato in una quarantina di festival ed è arrivato su Rai Cinema. Sto lavorando al mio esordio nel lungo da anni, con tutte le difficoltà del caso, e nell'attesa quindi mi sono rimesso in gioco con il corto.
Come sei arrivato alla storia raccontata in "Ten to Six"?
L'ho visto come impegno a livello professionale per convincere eventuali produttori sulle mie capacità, c'è sempre paura prima di un'opera prima, magari così vi convincete, ho pensato.
La tematica non la conoscevo bene, essendo uomo, ma avvicinandomici ho scoperto cose di cui non ero a conoscenza, e ho avuto voglia di condividerlo con il pubblico.
Volevo raccontare una storia non fine a se stessa, che fosse puro intrattenimento: come spettatore li guardo, ma da autore non sono i progetti che mi piace fare. Volevo qualcosa che fosse anche utile per la società.
Mi sono prima avvicinato alla prevenzione in generale, non mi era chiaro su cosa scrivere, poi anche alcune storie di persone vicine a me sul tumore al seno mi hanno spinto in quella direzione: mi piaceva il concetto che, preso per tempo, si può curare. Volevo anche dare speranze al pubblico!
Come è andata con il pubblico che lo ha visto finora?
Mi hanno fatto capire che il corto parla più del tempo a nostra disposizione che del tumore, quasi non è stato voluto ma è venuto fuori così.
All'inizio c'era diffidenza perché sono uomo, dal pubblico femminile soprattutto: ma quando veniva visto erano le prime persone ad abbracciarmi e ringraziarmi, alla fine va proprio a sensibilizzare chi non si pensa coinvolto.
Sono felice del percorso che stiamo facendo nei festival, siamo partiti da Cortinametraggio (esperienza bellissima, mi ha dato tanta speranza incontrare molti giovani colleghi pieni di talento!).
Voglio che venga visto il più possibile e sono felice che sia supportato da Komen Italia, una grande associazione che lotta contro il tumore al seno e che lo proporrà durante i loro eventi. A maggio c'è stato il primo a Roma, ne sono orgoglioso.
"Ten to Six" è ambientato nel 2086. è un lavoro di fantascienza anche se non ci sono effetti speciali di alcun tipo.
Fare un corto di fantascienza era uno dei miei obiettivi! Avrei volevo anche metterne di più, però è un lavoro completamente indipendente e autoprodotto e mi sono dovuto adattare, ma l'idea c'era sin dall'inizio.
Volevo anche chiuedere con una scena più futuristica, poi camminando in centro a Londra, nella City, ho visto un palazzo adattissimo, dal design perfetto per il futuro, ed è andata bene così!
Ho scelto il 2086, io sono nato nel 1986 e mi piaceva giocare con i miei futuri 100 anni.
Parlaci del tuo cast.
Nel cast ci sono Charlie Wright, Gerard Bell e Georgia Polly-Taylor. Come li ho scelti? Ho fatto io il casting, c'è un sito qui in Inghilterra che è una sorta di schedario online, Spotlight, tu inserisci le informazioni di cui hai bisogno (fisiche e artistiche), e ti arrivano le proposte. Ne ho ricevute oltre 400! Li ho selezionati con cura, sono molto felice del loro lavoro.
E ora il lungo?
Ci sono due progetti su cui sto lavorando. Sono due coproduzioni internazionali, uno ambientato in Liguria, l'altro in Emilia Romagna (entrambi con una parte in Nord Europa). I contenuti sono diversi, anche se il messaggio emotivo ci sarà sempre, mi piace inserire una riflessione su cui spingere il pubblico. Spero di avere presto novità.
09/06/2026, 16:16
Carlo Griseri