ELECTROMAGNETIC BUG - Un thriller che
gioca con le paure contemporanee
Cosa accadrebbe se, da un momento all'altro, il mondo perdesse ogni forma di comunicazione digitale? È da questa domanda che prende forma “
Electromagnetic Bug”, thriller italiano diretto da Fabrizio Fazio, in uscita il 4 giugno 2026, che prova a trasformare una delle più grandi paure contemporanee in un racconto di tensione e sospetto.
La storia si sviluppa attorno a un evento astronomico eccezionale, ovvero un’eclissi, che dovrebbe interferire con i campi elettromagnetici fino a causare il crollo delle trasmissioni radiofoniche e della tv. In realtà, dopo poco tempo si scopre che sono invece i cellulari a essere isolati e senza campo, mentre tv e radio continuano a funzionare.
Si nota in modo chiaro la riflessione portata avanti dal regista che vuole contrapporre la dimensione mediatica della tv a quella di internet. Una riflessione sulle diverse generazioni: chi è cresciuto con i primi cellulari, chi con internet, chi con niente di tutto ciò ed è invece abituato a parlare di persona senza mezzi di comunicazione virtuali. Infatti, ognuno dei personaggi ha una reazione diversa al crollo delle reti di comunicazione: chi è spaesato, chi è felice, chi è dubbioso. È sottesa anche una riflessione sulla qualità del potere comunicativo dei diversi media, che però non viene mai approfondita più di tanto.
Quello che inizialmente sembra un fenomeno naturale – l’eclissi - si trasforma presto in qualcosa di molto più inquietante, aprendo la porta a interrogativi e teorie che alimentano il mistero per tutta la durata del film. Complotti, spie e colpi di scena fino all’ultimo secondo rendono la visione del film godibile.
La tensione è buona, costante, non ci si annoia mai. Ha anche un sapore fantascientifico nei colori e nel linguaggio. Il quale però stona un po’ con alcune ambientazioni poco convincenti e poco realistiche, come la base operativa degli scienziati che è un ufficio malmesso. Tuttavia, bisogna considerare che si tratta di un film indipendente e dunque a basso budget.
Fin dalle prime scene emerge la volontà di riflettere sul nostro rapporto con la tecnologia e sulla dipendenza quotidiana dagli strumenti di comunicazione. A un certo punto, infatti, delle ragazze in palestra, assieme alla moglie del protagonista, dicono: “
Siamo qui a chiacchierare da mezz’ora, se avessimo avuto i telefoni non sarebbe successo. Saremmo qui a chattare ognuna con il proprio dispositivo”.
I toni visivi freddi e grigi contribuiscono a creare una sensazione costante di inquietudine e isolamento, trasmettendo una sensazione di alienazione. L’audio presenta qualche sbavatura, con dialoghi che in alcune sequenze risultano meno chiari del dovuto.
Alcuni passaggi della trama legati alle conseguenze dell'evento elettromagnetico possono apparire estremi, ma il film trova la sua forza nella capacità di costruire tensione e interrogativi.
Particolarmente efficace il finale, dove la suspense cresce progressivamente fino agli ultimi istanti. È qui che il film riesce a dare il meglio di sé, mantenendo alta l'attenzione e offrendo una chiusura “a sorpresa” che valorizza il percorso narrativo.
Il cast giovane, con alcune attrici debuttanti, è interessante e apprezzabile. Il film di circa 75 minuti ha anche ricevuto una candidatura per la “Miglior Regia” e per il “Miglior Lungometraggio” al The North Film Festival di New York nel 2026.
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Electromagnetic Bug" punta più sulle idee e sull'atmosfera che sugli effetti spettacolari. Un thriller che, pur mostrando alcuni limiti produttivi, riesce a proporre una riflessione attuale sul potere della comunicazione e sulla fragilità di una società sempre più dipendente dalla connessione permanente.
02/06/2026, 15:47
Marta Bello