Note di regia di "Non è un paese per single"
Le commedie romantiche servono come il pane. Ne abbiamo bisogno tutti, uomini e donne. Ci servono per sognare, non solo l’amore, ma anche e soprattutto una versione migliore di noi stessi. Perché scegliere l’amore giusto ci serve per capirci, per realizzarci, per mettere a fuoco quello che veramente vogliamo dalla nostra vita. Non è un paese per Single è una fiaba che parla di bugie. Bugie d'amore, bugie di protezione, bugie di sopravvivenza. In questo paese dove tutti trovano l'amore, nessuno sembra capace di dire la verità. Ogni personaggio coltiva il proprio segreto come si coltiva un campo: con cura, con paura, con la speranza che prima o poi qualcosa di buono ne verrà fuori. Ma le bugie, come le erbacce, alla fine soffocano tutto. E quando vengono alla luce – perché vengono sempre alla luce – il terreno va rivoltato, bonificato, preparato di nuovo. La domanda non è se mentire sia giusto o sbagliato. La domanda è: cosa succede dopo? La verità non libera: devasta. E poi, forse, ricostruisce. Le Giuggiole non sono solo una location. Sono il corpo vivo di questa storia. La terra è lavoro, memoria, identità. È il posto dove Elisa ha fatto i primi passi mentre piantava rosmarino, dove ha imparato a spaccare la legna dopo che il padre è morto, dove Linda ha scoperto di voler fuggire. La terra è ciò che tiene insieme questa famiglia – e ciò che rischia di dividerla. Per Elisa, la vigna è l'unico posto dove ha senso esistere. Non è romanticismo: è sopravvivenza. Lei non sceglie la terra perché è bella, ma perché è l'unica cosa che le appartiene davvero. La terra resta. La terra non mente. Michele arriva da Milano con l'idea che la campagna sia uno spazio vuoto da riempire con progetti, soldi, ambizioni. Per lui la terra è merce. Ma quando comincia a lavorarla – quando suda, si sporca, si stanca – qualcosa cambia. La terra non si lascia possedere: si guadagna. E forse è questo che Michele non aveva mai capito: che alcune cose non si comprano, si coltivano. Questa è una fiaba dove il principe azzurro sbaglia, la principessa non ha bisogno di essere salvata, e l'happy ending non è il bacio ma la verità.
Laura Chiossone