Note di regia di "Spyne"
SPYNE non è solo un thriller: è una storia sul controllo che sfugge di mano. Il film inizia con Pierre, un uomo che un tempo controllava tutto: informazioni, eventi, vita e morte. Ma la malattia lo priva, pezzo dopo pezzo, di quel controllo. Allo stesso tempo, il passato che credeva di aver seppellito riemerge, costringendolo a un ultimo confronto, non più come l'uomo che era, ma come l'uomo che sta diventando. Il film esplora il contrasto tra il declino fisico e la precisione mentale. Anche se Pierre si indebolisce, la sua mente rimane acuta, rendendo ogni decisione più urgente e più pericolosa. Dal punto di vista visivo, il film punta sulla sobrietà e sull'atmosfera: una tensione sottile, una violenza controllata e ambienti che riflettono l'isolamento di Pierre. Genova offre spazi chiusi e labirintici, mentre il Marocco si apre su vasti paesaggi esposti, rispecchiando la sua transizione dal nascondersi all'essere braccato. In sostanza, SPYNE parla di eredità: cosa lascia dietro di sé un uomo quando il tempo gli sfugge e se la redenzione sia possibile quando il passato si rifiuta di rimanere sepolto.
Anna Antonelli