Note di regia di "Solo il mare"
Il cortometraggio sottolinea la fragile ma potente bellezza dei legami umani, anche in contesti difficili come quello della guerra. Tra i sussurri del mare e i battiti del cuore, si dipana una storia intrisa di amore e perdita. La sopravvivenza immaginaria di Mario dopo il naufragio del sommergibile Velella avvenuto nel 1943 nel Golfo di Salerno aggiunge un elemento struggente alla narrazione, diventando una potente metafora delle speranze infrante e delle vite spezzate dalla guerra. L'atmosfera sarà permeata da un senso di profonda malinconia; gli attori dovranno trasmettere con intensità ed empatia questo sentimento, rendendo tangibile il conflitto tra desiderio e realtà, speranza e disillusione. Le riprese sott'acqua saranno particolarmente curate per trasmettere la sensazione di immersione nel mondo oscuro degli abissi della nostra storia recente, sottolineando il contrasto tra la quiete del mare e la tempesta della guerra. La colonna sonora sarà essenziale per creare l'atmosfera emotiva desiderata, con un mix di melodie malinconiche, suoni naturali delle onde e il ritmo incessante del battito cardiaco. Questa storia riflette sulle esperienze di coloro che hanno preso parte a conflitti bellici e sulle devastanti conseguenze della guerra. È un racconto di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, trasmesso attraverso il potente sentimento dell'amore. Viviamo in un contesto di continui conflitti, per cui è assolutamente necessario fermarsi e riflettere sull'inutilità e sull’orrore della guerra. La scelta di raccontare questa storia, ambientata sulle coste cilentane, è guidata dalla mia profonda passione per il mare. Per me, il mare rappresenta l'assenza di confini: non solo fisici, ma anche quelli legati allo spazio e al tempo. Essendo un'operatrice video subacquea, mi affascina la vastità e la profondità delle acque del mare, che offrono un senso di libertà e apertura senza limiti: un luogo dove le barriere temporali e culturali sembrano dissolversi. Con questo cortometraggio, mi piacerebbe anche dare una diversa visione delle riprese subacquee, spesso limitate ad un utilizzo esclusivamente scientifico (come ad esempio nei documentari), portando alla luce la loro intensità e potenza emotiva. La troupe con cui gireremo è una famiglia consolidata nel tempo, con cui abbiamo condiviso molte esperienze nella realizzazione di diversi cortometraggi. Oltre ad essere colleghi, siamo amici, legati da una profonda complicità e da una passione condivisa per il cinema e per l'arte. La nostra lunga storia di collaborazione ci consente di lavorare in sintonia e di affrontare le sfide creative con fiducia e armonia, garantendo risultati di alta qualità e un'atmosfera di lavoro positiva e stimolante sul set.
Paola Beatrice Ortolani