TRENTO FILM FESTIVAL 74 - Tutti i premi speciali
Premio Amelia de Eccher per Donne di Cinema e di Montagna
Il premio è istituito da Riccarda de Eccher in memoria di Amelia de Eccher, per le donne, da entrambi i lati della cinepresa. La giuria, composta da Linda Cottino, Bruna Proclemer e Ingrid Runggaldier, ha attribuito il premio al film
Fémene di Elena Goatelli (Italia/2026/61')
MOTIVAZIONE: La giuria all’unanimità conferisce il premio alla regista Elena Goatelli per il suo documentario Fémene, che convince per aver messo al centro le donne di diverse generazioni con un racconto ricco di informazioni ed emozioni sulla condizione femminile tra le montagne del Trentino e nella società italiana. Le microstorie intime e personali confluiscono in un racconto corale in cui emerge con chiarezza la soggettività politica delle donne, attraverso temi che spaziano dall'educazione alla famiglia, dai rapporti di genere all'aborto, dalla situazione lavorativa alla dipendenza economica, con uno sguardo attento, sensibile e capace di ironia, senza mai essere superficiale.
Premio Antropocene MUSE
Il premio è istituito dal MUSE - Museo delle Scienze e viene assegnato all'opera che meglio racconta il rapporto tra l'umanità e il resto del mondo naturale nell'epoca dell'Antropocene.
La giuria, composta Stefano Bruno Galli (Presidente), Massimo Bernardi, Davide Dalpiaz, Luca Scoz, Fabio Pupin ed Elisabetta Filosi, ha attribuito il premio al film
A Bear Remembers di Zhang & Knigh (Regno Unito/2024/20')
MOTIVAZIONE: Il premio Antropocene MUSE viene assegnato al film A Bear Remembers per la sua capacità di raccontare l’Antropocene come perdita non solo ambientale, ma anche culturale e simbolica. Attraverso uno stile contemplativo ed evocativo il film restituisce la scomparsa di memorie, saperi e relazioni che connettono le comunità al proprio ambiente, trasformando la crisi ecologica in una crisi dell’immaginario e della coesione sociale. Nel gesto del ricordare, tuttavia, si apre una possibilità: il finale suggerisce una fragile ma significativa forma di riconnessione, in cui la memoria diventa atto di resistenza e punto di partenza per immaginare nuove relazioni tra umano e non umano.
Premio CinemAMoRE
Il premio è istituito dai tre Concorsi cinematografici di levatura internazionale (RAM Film Festival, Trento Film Festival e Religion Today Film Festival) e destinato alla miglior opera della sezione Orizzonti Vicini: sezione non competitiva riservata ai film realizzati da autori nati o attivi in Trentino Alto-Adige, o prodotti da case di produzione o soggetti con sede in regione, o che hanno per oggetto luoghi, protagonisti e temi della regione. La giuria, composta da Claudia Beretta, Andrea Morghen e Chiara Sandona, ha deciso di assegnare il premio a
La Cima di Simone Cargnoni (Italia/2026/52')
MOTIVAZIONE: "La cima è quella voglia di non scappare quando si ha paura". Con questa frase di uno dei protagonisti si chiude il film vincitore del premio CinemAMoRe, assegnato per il potente messaggio di inclusione e accessibilità dello sport in montagna, temi che le recenti Paralimpiadi in Trentino hanno portato all'attenzione di tutti. L'opera celebra i dieci anni di arrampicata inclusiva del Brenta Open, intrecciando materiale d'archivio e interessanti storie personali, raccontate con interviste in studio e delicate incursioni nel quotidiano.
Premio Cinema per i Diritti Umani
Il premio è un'iniziativa congiunta della Fondazione Campana dei Caduti e Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani allo scopo di valorizzare l'opera che maggiormente sappia comunicare i valori fondanti le due istituzioni e sensibilizzare il pubblico sulle tematiche dei diritti umani, della pace, della sostenibilità e della conoscenza e il confronto dei popoli e delle culture. La giuria, presieduta da Katia Malatesta e composta da Marco Marsilli, Morena Berti e Riccardo Santoni, ha deciso di assegnare il premio al film
Le Sang et la Boue di Jean-Gabriel Leynaud (Repubblica Democratica del Congo, Germania, Francia/2024/96')
MOTIVAZIONE: Ambientato a Numbi, il film denuncia lo sfruttamento disumano dei minatori congolesi nel settore del coltran, essenziale per i nostri smartphone. Per la capacità di coniugare forma e testimonianza, Le Sang et la Boue si impone come un’opera di grande valore etico e artistico, illuminando le contraddizioni di un sistema post-coloniale che trasforma la ricchezza del suolo in una maledizione.
Premio Città di Imola
Il premio è istituito dal CAI sezione di Imola e dal Comune di Imola e si propone di valorizzare l'opera cinematografica o documentaristica che maggiormente si è contraddistinta tra i candidati per qualità artistiche e tecniche nonché per l'esaltazione dei valori fondanti del CAI, l'originalità del tema trattato e/o della storia narrata. La giura presieduta da Tamara Lunger e composta da Mauro Bartoli, Carlo Machirelli, Nicoletta Favaron, Giuseppe Savini e Giacomo Gambi ha attribuito il premio a
Oltre i venti del sud di Gian Luca Gasca (Italia, Svizzera/2026/27')
MOTIVAZIONE: L’impresa invernale di Majori e Della Bordella sul pilastro più implacabile del monte Fitz Roy, accarezza la leggenda di Renato Casarotto a quarant'anni dalla sua scomparsa, con la stessa passione che per lui era stata ragione di vita. La pellicola offre un racconto intimo, limpido e autentico, come i suoi protagonisti, di un’avventura alpinistica che supera i limiti del tempo, mostrandoci il fascino ma anche la durezza della montagna estrema.
La giuria del premio ha deciso inoltre di assegnare una
menzione speciale al film
Prima dell'Aurora di Chiara Zoja (Italia/2024/14')
Premio Dolomiti Energia
Il premio, istituito da Dolomiti Energia, vuole celebrare la forza del sole, dell’acqua e del vento che, trasformandosi in energia per la vita, diventano simbolo di una sinergia positiva e duratura tra persone e natura, ed è assegnato all’opera che meglio interpreta questo rapporto, attraverso il concetto di energia in un contesto naturale. La giuria composta da Silvia Arlanch, Clara Mazzi, Chiara De Pol e Sofia Farina ha assegnato il premio a
The Road to Patagonia di Matty Hannon (Australia/2024/90')
MOTIVAZIONE: Premiamo il cinema che sa raccontare la montagna e le sue sfide come luoghi carichi di energia naturale, capace di diventare simbolo di forza e trasformazione nel rapporto umano. Il Premio Dolomiti Energia nasce per celebrare questa profonda similitudine tra l’energia che attraversa i paesaggi e quella che muove le persone, riconoscendo l’opera che meglio interpreta il legame vitale tra energia naturale ed energia interiore, per la vita. The Road to Patagonia si impone come vincitore perché è un film intenso e autentico, in cui il cruciale rapporto di equilibrio tra l’uomo e le risorse del pianeta si intreccia con grande sensibilità a una narrazione di percorso personale. Il viaggio diventa occasione di scoperta, riflessione e cambiamento, restituendo allo spettatore interrogativi profondi e momenti di forte coinvolgimento emotivo. A questo si aggiunge un particolare apprezzamento per la qualità della cinematografia, pura ed estremamente varia, capace di attraversare ambienti radicalmente diversi dalla foresta amazzonica all’Alaska, dall’America Centrale fino alla Patagonia mantenendo sempre uno sguardo rispettoso e potente. Un film che trasforma il movimento nello spazio in energia narrativa, e l’energia della natura in motore di consapevolezza per la vita.
Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale
Il premio, istituito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dalla SAT Società Alpinisti Tridentini, è destinato al miglior film che documenti la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e la capacità di una conservazione attiva del territorio. La giuria costituita da Massimiliano Corradini (presidente), Mauro Pascolini e Cinzia Fedrizzi ha deciso di assegnare il premio al film
La Cima di Simone Cargnoni (Italia/2026/52')
MOTIVAZIONE: Tre corpi, tre storie, una parete delle Dolomiti. L'arrampicata non è gara né record: è fatica condivisa, silenzi, aiuto tacito tra chi sale. La telecamera resta vicina, senza retorica. La vetta non celebra, interroga. E nel dialogo tra uomo e natura, i limiti che credevamo insuperabili diventano domanda aperta. Perché la montagna non si possiede: si ascolta, insieme. E qualcuno la rende accessibile a chi ha smesso di crederci, nel solco dei valori universali UNESCO.
La giuria del premio ha deciso inoltre di assegnare una
menzione speciale al film
Beyul di Francesco Clerici e Angelica Pastorella (Italia/2026/64')
MOTIVAZIONE: Un affresco antropologico nella valle himalayana dello Zanskar. Tra spiriti dell'acqua e ghiacciai artificiali, il cambiamento climatico non è una previsione ma una lotta quotidiana. La resistenza di una comunità con gli strumenti della tradizione e della necessità. Una montagna diversa dalle nostre, altrettanto fragile e sacra, in una valle nascosta un “rifugio” per una comunità resistente.
Premio EUSALP. Quello che mi tiene o mi riporta qui
Il premio è istituito dalla Provincia Autonoma di Trento per valorizzare le storie di chi sceglie di vivere o tornare a vivere in montagna, offrendo una prospettiva incoraggiante sulle possibilità di vita e di sviluppo nelle Alpi, in linea con i principi della Strategia Europea per la Macro Regione Alpina (EUSALP). La giuria, presieduta dall’Assessore provinciale Simone Marchiori e composta da Valeria Placidi, Roberta Cuel, Metella Costanzi e Filippo Benedetti, ha deciso di assegnare il premio al film
Une journée | Un berger, dans les Alpes françaises di Camille Walter (Francia/2025/48')
MOTIVAZIONE: Il documentario è stato scelto in quanto offre un’autentica narrazione delle diverse ragioni che hanno portati quattro giovani ad intraprendere percorsi di vita legati alla pastorizia. Pur provenendo da esperienze e contesti differenti, i protagonisti condividono un forte legame affettivo e culturale con l’ambiente montano, che emerge come elemento unificante delle loro scelte e delle loro aspirazioni. L’opera riesce a trasmettere il valore del “saper fare” alpino, essenziale per l’identità delle comunità montane della Strategia EUSALP. Si è particolarmente apprezzata la sincerità dei racconti e la riflessione sui molteplici significati e sulle motivazioni che sottendono la scelta di vivere in montagna. Nello specifico il film si distingue per la sua prospettiva originale e sensibile, discostandosi dalle rappresentazioni più convenzionali e bucoliche dell’ambiente alpino e viene premiato per aver ritratto con onestà e fedeltà il volto moderno del pastoralismo alpino, lontano dalle idealizzazioni romantiche ma intriso di un profondo rispetto per il territorio. Proprio per questa capacità di coniugare autenticità, complessità e rigore narrativo, il documentario Une journée | Un berger, dans les Alpes françaises merita di essere valorizzato e premiato attraverso il riconoscimento Premio EUSALP.
Premio Green Film
Il premio, istituito nel 2021 dall'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente e dalla Trentino Film Commission, che dal 2016 collaborano nel progetto "Green Film" assegnando un marchio di qualità ambientale alle produzioni audiovisive che dimostrano di ridurre il loro impatto ambientale, è destinato al film che esprime in maniera più efficace i valori e le pratiche della protezione e della sostenibilità ambientale, con particolare attenzione all'ambiente montano e ai cambiamenti climatici. La giuria, composta da Marco Niro, Lavinia Laiti e Linnea Merzagora, ha attribuito il premio al film
Le Chant des Forêts di Vincent Munier (Francia/2025/95')
MOTIVAZIONE: Viaggio sensoriale tra suoni vividi e immagini sublimi. Attraverso il legame padre-figlionipote, racconta la foresta che ancora vive nel cuore dell’Europa. Superando l'antropocentrismo, emerge un messaggio di speranza: tutto è connesso e il selvaggio resiste nonostante la perdita di biodiversità, offrendo bellezza per cui lottare. Un potente monito poetico sull’impermanenza: “Siamo ciò che passa”.
Premio Mario Bello
Il premio, istituito dal Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI, è destinato ad un film che rispecchi i valori e gli ideali del CAI e che rappresenti l'alpinismo nei suoi molteplici aspetti di avventura umana, culturale, tecnica, di rispetto dell'ambiente e di valorizzazione e promozione delle popolazioni che vivono nelle terre alte e delle loro culture e tradizioni. La giuria, presieduta da Angelo Schena e composta da Alessia Moretti e Marco Ribetti, ha deciso di attribuire il premio al film
Sustraiak, raíces perdidas di Luis Arrieta Etxeberria (Spagna, Marocco/2025/73')
MOTIVAZIONE: Nel film l’arrampicata è la disciplina che simboleggia la ricerca di un futuro migliore per i protagonisti, attraverso le difficoltà. Il regista ci offre un racconto cinematografico emozionante, ricco di sfumature umane e sociali.
Premio Museo Etnografico Trentino San Michele
Il premio, istituito da METS Museo etnografico trentino di San Michele, è assegnato all'opera cinematografica iscritta al Trento Film Festival che con rigore documentario etno-antropologico meglio sappia rappresentare gli usi e i costumi delle genti di montagna. La giuria, presieduta da Ezio Amistadi e composta da Armando Tomasi e Luca Faoro, ha attribuito il premio a
Pestiferus Lupus di Luca Jankovic e Ludovico Serra (Italia/2025/54')
MOTIVAZIONE: “Io ho idea che qualcuno ha in testa che la montagna deve diventare un museo, un parco da venire a visitare. Invece no. Noi ci abitiamo, ci viviamo tutto l’anno. È la nostra casa”. È nelle parole del parroco della piccola comunità di Forno che si rivela il senso profondo di un’opera in cui il ritorno del pestiferus lupus si fa simbolo e metafora di una montagna che non può essere solo la proiezione di un immaginario costruito e coltivato altrove.
Premio RAI Trento
Il premio, istituito dalla Sede RAI di Trento, è attribuito al miglior documentario di attualità. La giuria, presieduta da Sergio Pezzola e composta da Waimer Walter Perinelli e Stefano ccia, ha deciso di assegnare il riconoscimento al documentario
Land of Canaan di Maggie Lemere (Palestina, Stati Uniti/2025/84')
MOTIVAZIONE: “Siamo tutti sotto lo stesso Sole”, questo l'incipit del film Land Of Canaan della regista e storica dell'oralità nonché esploratrice del National Geographic, Maggie Lemere. La vicenda si svolge in Palestina, terra tormentata dalla guerra. Al centro del racconto c'è l'ulivo simbolo di pace e vita. I contadini palestinesi si battono con il proprio lavoro contro chi li vuole scacciare e fanno della pianta la ricchezza da donare ai propri figli. Una tradizione ed eredità che noi doniamo perché ci è stata donata dai nostri padri. La terra di Canaan è ricca di ulivi, molti ultracentenari, i cui frutti grazie ad un'economia solidale danno la vita. L'ulivo non è solo risorsa economica, ma il sangue stesso che unisce passato e futuro, legame tra generazioni e natura, simbolo millenario di identità e resilienza. Il film è una denuncia della guerra ma anche un messaggio di pace: “Cosa importa di che religione sei, dice uno dei protagonisti, musulmano, ebreo, cristiano, abbiamo tutti lo stesso cielo, Quando siamo in armonia con la terra c'è la Pace”. Attraverso la terra, il popolo riafferma la propria esistenza e il diritto di restare custode delle proprie radici.
Premio Ritter - Emozioni in Montagna
Il premio, istituito da Ritter Sport nel 2023, vuole celebrare “l’emozione e la gioia di vivere la montagna, immersi nella natura. Il Premio viene assegnato all’opera che meglio sappia trasmettere questi sentimenti che solo l’ambiente montano sa regalare, unendo avventura, scoperta e spirito di condivisione”. La giuria, formata da Fabio Pasini, fotografo e filmmaker, Marika Ciaccia, founder di @my_life_in_trek, Silvia e Davide, founder di @bagaglioleggero, Elena Marinoni di Rifugi di Lombardia, Silvestro Serra, direttore comunicazione e relazioni istituzionali del Touring Club, Andrea Greci, giornalista e direttore editoriale CAI, Leonardo Bizzaro, giornalista de "La Repubblica", SimonPietro @miliomillemiglia e da una rappresentanza del team Ritter Sport Italia, ha assegnato il premio al film
Outlier: Common di Dani Reyes-Acosta (Stati Uniti, Canada/2024/26')
MOTIVAZIONE: Questo film mette in scena il viaggio emozionante di tre donne — una scienziata, una regista e una rivoluzionaria (Dr. Nina Aragon, Dani Reyes-Acosta e Vanessa Chavarriaga Posada) - che attraversano le catene montuose del Nord America alla ricerca di nuovi orizzonti, in montagna ed interiori. Il racconto prende forma attraverso lo sguardo sensibile e partecipe di Dani Reyes-Acosta, che intreccia paesaggi imponenti e storie personali segnate da sfide, cambiamenti e trasformazioni profonde. Outlier: Common è un’opera che supera il semplice racconto di un’avventura in montagna: si configura come un’esplorazione intima e potente del percorso individuale, del coraggio di ridefinire sé stesse e del legame profondo tra natura e identità.
Premio Studenti Università di Trento, Bolzano e Innsbruck
Il premio, istituito dalle Università di Trento, Bolzano e Innsbruck, è destinato ad un’opera di particolare valore culturale realizzata da un autore di età inferiore ai 33 anni. La giuria, composta da Edoardo Marchetti, Jenny Pianezzola, Francesca Fumera (Università di Trento), Marco Gardini, Delia Bianchi, Lorenzo Del Forno (Università di Bolzano), Leonardo Colabianchi, Mara Gerstgrasser e Mara Nicolussi Moz (Università di Innsbruck), ha deciso di assegnare il premio a
Silver di Natalia Koniarz (Polonia, Norvegia, Finlandia/2025/79')
MOTIVAZIONE: La giuria assegna il riconoscimento per l’elevata qualità tecnica dell’opera, in cui risaltano la precisione delle inquadrature tanto negli spazi angusti quanto nelle aperture delle cave, insieme a un sound editing di rara efficacia; per la capacità di interpretare in maniera originale il tema del festival, trasformando la miniera d’argento in un inedito paesaggio montano dotato di un proprio ecosistema culturale; per l’impegno politico del film, volto a restituire con rigore l’esperienza di vita e l’eredità storica delle miniere di Potosí, segnate da logiche coloniali e condizioni di lavoro violente.
Una
menzione speciale viene inoltre riservata a
The Wind Blows Wherever It Wants di Ivan Boiko (Georgia/2026/69')02/05/2026, 12:27