RU-MORE 8 - I premi
È il filippino “
Water Sports” di Whammy Alcazaren, riflessione e racconto personale sul potere dell’amore nel tentativo di sopravvivere alla crisi climatica e ambientale, il Miglior Corto al Ru-mòre – Cinema and Audiovisual Experimentation Festival, dedicato al cinema contemporaneo e alle nuove forme dell’audiovisivo, tra innovazione e sperimentazione, che si è concluso sabato 18 aprile. Alla regista italiana Camilla Carè è andato invece il premio per la Miglior Regia con il suo “
Emy Nails”, originale racconto in un centro estetico di Roma Est, tra i due lati del tavolo e due lingue.
Si è conclusa con successo l’ottava edizione, la prima con la rinnovata organizzazione di 8 Production e la nuova direzione artistica di Laura Catalano e Giorgio Calogero, e Silvio Giannini in veste di direttore esecutivo. Con il patrocinio del Municipio II del Comune di Roma, e grazie al supporto di Trans Audio Video, Canon, Pigrade.
La giuria presieduta da Adele Tulli e composta d Giuseppe De Domenico, Nespy 5euro, Carla Vulpiani e Giulia Campagna ha premiato come miglior film la storia di Jelson e Ipe, due studenti profondamente innamorati, che affrontano prove fisiche e psicologiche mentre si preparano a sopravvivere in un mondo devastato dai cambiamenti climatici, capendo presto che forse il modo migliore per sopravvivere alla fine del mondo è semplicemente vivere, ridere e amare. Queste le parole della giuria: “Un film che vince perché non offre risposte perché non tenta di essere corretto perché permette di essere frammento, incidente, battuta interna dell’universo. Perché assomiglia a quel momento in cui il corpo non sa più se sta sognando o collassando. Questo film ha deciso di evaporare. E nonostante tutto ha lasciato una traccia. O forse era sudore”.
Il premio alla miglior regia, a Camilla Carè per il suo “Emy Nails”, in concorso nazionale, trasporta in centro estetico di Roma Est, tra chi si fa mettere i glitter sulle unghie e chi se li respira, tra i due lati del tavolo e due lingue. La giuria ha consegnato il premio con questa motivazione: “La regista trascende il realismo dando forma a un’esperienza visiva e sensoriale intensa: la quotidianità apparentemente semplice di un salone per unghie si trasforma in un microcosmo sospeso uno spazio claustrofobico dall’aria densa e dai ritmi opprimenti dove il tempo si dilata fino a far emergere tutta l'alienazione silenziosa di un lavoro invisibile. Tra quiete apparente e tensione sotterranea prende corpo una visione toccante che riconfigura il quotidiano restituendo voce e dignità a un’esperienza spesso ignorata dallo sguardo collettivo”.
Tutti gli altri premiati
Numerosi i premi consegnati durante la cerimonia di chiusura. La menzione speciale per la miglior regia è andata a “Bleat!” di Ananth Subramaniam, dove una coppia di anziani malesi di etnia tamil scopre che il loro caprone, destinato al sacrificio rituale, è incinto. Il Premio Nuovi Linguaggi è stato consegnato a “Their Eyes” di Nicolas Gourault, indagine sui lavoratori invisibili che insegnano all'intelligenza artificiale come leggere il mondo. Una menzione speciale della stessa categoria è stata assegnata a “Green Gray Black Brown” di Yuyan Wang, che indaga sull’estrazione globale di petrolio, nella logica capitalistica alla base di visioni tecno-soluzioniste del futuro.
Per la categoria Miglior Sceneggiatura vincono in ex aequo “Family Feast” di Nadir Taj (premio assegnato da Calascio Film Festival e Sulmona Cinema APS) una storia di abuso che si consuma in una serena famiglia marocchina, che dovrà reagire al fatto, tra le necessità di preservare la famiglia o affrontare la scomoda situazione, e a “Emy Nails” di Camilla Carè. “Cacciatori d’Uranio” di Davide Palella si aggiudica il premio miglior colonna sonora (assegnato dalla Scuola di perfezionamento musicale di Calascio), un racconto sci-fi sulla Terra nell’anno 2960 d.C, quando un gruppo di esploratori fa ritorno sul pianeta azzurro in cerca del prezioso metallo. Miglior produzione a “Tempi Morti” di Giacomo Tazzini (premio di D-Vision || Movie People) e infine Premio distribuzione a “Ploo” di Jon Frickey (consegnato da Earlybird).
Per quanto riguarda la sezione competitiva della Virtual Reality, il miglior progetto VR è stato “The Art of Change” di Simone Fougnier & Vincent Rooijers, che intreccia memo vocali, musica e animazioni mozzafiato, per indagare il dialogo di una donna con il suo io passato, presente e futuro.
Per il concorso SCREENPLAY, questi i vincitori a cura di Pigrade: Miglior sceneggiatura per cortometraggio italiano a “Khoreia” di Arianna Del Grosso; Miglior sceneggiatura internazionale a “A Table For One” di Hakan Ünal. Miglior sceneggiatura italiana per un lungometraggio: “One Way Ticket” di Ambra Principato (premio assegnato da Read My Script) e infine Miglior sceneggiatura internazionale per un lungometraggio: “I Forgive You” di Sara Emara (premio assegnato da Read My Script).
Lato industry, per il focus sulla Grecia, il premio miglior pitch è andato a “CosMOS” di Yannis Bereris prodotto da Evi Stamou per Maketa Media. Il premio è stato consegnato da Read My Script.
22/04/2026, 10:02