IL FIGLIO PIU' BELLO - Il mondo di un padre
A vent’anni di distanza, il grande sceneggiatore
Stefano Rulli, torna a parlare dei disturbi mentali di cui è affetto il figlio Matteo nello splendido documentario “
Il Figlio più Bello” co-diretto da
Giovanni Piperno. Ottanta minuti che vorremmo non finissero mai in cui viene messo in luce tutto il mondo di Matteo, alle prese con un desiderio di autonomia, alla vigilia di un viaggio in Vietnam con il suo tutor Marco.
In punta di piedi, con quella sensibilità con cui Rulli ha scritto alcune delle pagine più belle del cinema degli ultimi anni, emergono tutte le difficoltà nella gestione della malattia di cui è affetto il quarantacinquenne Matteo. Sequenza dopo sequenza, ricordo dopo ricordo, lo spettatore è trascinato nel difficile quotidiano fatto di emozioni, reazioni, ricordi, pause e riflessioni. Toccanti sono i flashback in cui la madre, la compianta scrittrice Clara Sereni, si confessa ai microfoni di Enzo Biagi e altri giornalisti. Ma “"
Il Figlio più Bello"” è soprattutto il racconto di un padre che si mostra con tutte le sue fragilità, le paure della propria assenza quando arriverà e la difficoltà di una convivenza. Frammenti di vita dolorosa a contatto con una malattia che non da speranze.
Ma oltre la narrazione, il docu-film arrivato sugli schermi in questi giorni che è l’ideale sequel di “
Un Silenzio Particolare” in cui Matteo veniva raccontato negli anni della sua adolescenza, è soprattutto un commovente racconto di un padre e di un figlio, di un uomo nudo davanti alle difficoltà di rapportarsi ad un figlio affetto da autismo. Gli occhi di un padre che cercano gli occhi di un figlio. Disperatamente, nella speranza di rendere migliore la sua vita. Intorno a loro, un mondo fatto di amore, di comprensione e di ricordi. Quei ricordi che riaffiorano dal passato, talvolta dolorosi.
Alternando sequenze di venti anni fa con il presente, “
Il Figlio più Bello” riapre il dibattito sui disturbi mentali oggi. Argomenti che spesso Stefano Rulli ha trattato in qualità di sceneggiatore, spesso insieme al collega Sandro Petraglia. Non è un caso che nel docu-film si inseriscano sequenze di alcuni dei film più belli scritti dallo stesso Rulli come “Le chiavi di casa” di Gianni Amelio e “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana. In fondo, il figlio più bello è anche il figlio più fragile. E questo docu- film finisce per essere un dolce e affettuoso abbraccio per Matteo diventato uomo.
17/04/2026, 18:31
Federico Berti