A TU LADO - Storie di resilienza vissute sul ring, nella Cuba di oggi
L’Avana si trova oggi in una situazione economica durissima, data dall’inasprimento dello storico embargo, che dal 1962 ha riguardato l’isola-stato di Cuba. L’annosa crisi energetica del paese è oggi diventata sempre più grave e l’intera società cubana sta vivendo in condizioni molto difficili, tra mancanza di servizi, crollo del turismo, carenza di lavoro e pochissime prospettive per i giovani. In questo contesto critico non è venuta meno la voglia della popolazione di stare insieme e costruire qualcosa di positivo, quantomeno per cercare vie di fuga e di riscatto.
A dare una mano alla popolazione dell’Avana c’è anche un italiano,
Samuel Fabbri, che addestra i bambini e i giovani alla boxe alla scuola che lui stesso ha fondato, il Gimnasio de Boxeo Centro Habana. Uno sport, la boxe, che serve a tenere i giovani lontano dalle insidie della strada.
E’ su questa positiva vicenda umana che si incentra il documentario di
Cristiano Regina, “
A Tu Lado”, girato all’Avana. Non servono molte parole per descrivere la difficile crisi cubana di oggi: sono sufficienti le immagini che il film restituisce, delle case scolorite e dei muri scortecciati, delle abitazioni fatiscenti e spettrali, dei mezzi di trasporto ridotti al minimo, degli stracci con i quali i ragazzini scendono in strada, delle cucine con utensili ormai consunti all’inverosimile.
Immagini eloquenti, di un documentario che sa essere autentico, bilanciate dallo spirito sportivo del bolognese
Samuel Fabbri, un eroe contemporaneo che non risparmia i propri sforzi per far nascere un germoglio di speranza nell’isola caraibica, lontano da casa.
Nella palestra di
Samuel Fabbri, diverse generazioni si preparano all’incontro di boxe contro gli atleti della palestra più moderna dell'Avana Vieja: ma l’importante non è il risultato, quanto continuare a sperare, in una società stritolata da un mondo ricco e potente, che quasi niente concede a questo angolo di mondo che tenta, oltre ogni limite, di resistere e sopravvivere.
“
" - ha dichiarato il regista alla stampa - "da anni portiamo avanti laboratori di video partecipativo, per dar voce a chi resta ai margini. All’Avana abbiamo fatto lo stesso". Un documentario che porta lo spettatore a conoscere una storia insolita, che pone i valori positivi dello sport al centro della narrazione.
15/04/2026, 09:47
Elisabetta Vagaggini