ROBERTA VALENTE - NOTAIO IN SORRENTO - Una storia al femminile,
fresca, allegra e pensata per un pubblico molto ampio
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Roberta Valente - Notaio in Sorrento” è stata presentata in conferenza stampa Rai a Roma, con la presenza del regista
Vincenzo Pirozzi, lo sceneggiatore Dario Carraturo e l’ideatrice Alessia Palumbo. Hanno dialogato con le attrici e gli attori principali: Maria Vera Ratti, Flavia Gatti, Alessio Lapice ed Erasmo Gensini.
La serie si presenta come una novità: una storia al femminile, fresca, allegra e pensata per un pubblico molto ampio. Un intreccio di storie umane, emozionanti e commoventi. L’intento è quello di esplorare la vulnerabilità umana legata alla storia familiare e ai traumi che riverberano nelle persone.
Il regista ha voluto sottolineare l’importanza dell’ambientazione: “
Sorrento è un po’ l’emblema della serie, abbiamo voluto raccontarla non come la solita cartolina, come lo stereotipo che noi tutti conosciamo, ma come una città sospesa tra l’eleganza e la profondità. A un certo punto diventa parte integrante della serie, come se fosse un personaggio che accompagna la protagonista. Sorrento è ciò che dà la spinta al cambiamento di Roberta”.
Una città sognante, dai colori pastello, che si alternano tra il chiaroscuro, il colore del mare, del sole e dei vigneti di Sorrento. Tutti elementi che conferiscono un tocco magico al racconto.
Lo sceneggiatore
Dario Caraturo - story editor di “Un Posto al Sole” e scrittore della settima stagione di “Mare Fuori” - ha affermato: “
Abbiamo lavorato sin dall’inizio con l’intenzione di raccontare delle storie e dei personaggi, che sono dei superstiti. Soprattutto nel rapporto con i genitori, con la loro assenza o presenza. Da qui nascono le fragilità dei protagonisti, lati umani interessanti che ritroviamo in tutti noi. Lo sceneggiatore alla fine non inventa mai niente, è un cronista della realtà, delle paure che noi tutti abbiamo”.
La serie, infatti, affronta temi complessi ma al contempo umani e comuni a tutte le persone: lutto, conflitto, matrimonio. Durante la presentazione è stata dedicata molta attenzione ai personaggi e alle loro emozioni.
Maria Vera Ratti interpreta Roberta Valente, la protagonista, che appare quadrata e ghiacciata, soprattutto all’inizio, ma in realtà è solo un modo per nascondere le sue debolezze.
Lodata l’interpretazione dell’attrice, che è riuscita a conferire grande umanità al personaggio, lei ha raccontato la sua esperienza.
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È un personaggio a cui ho voluto molto bene. In realtà, Roberta parte con una grande umanità, ma ci sono lati del suo carattere che lei non ascolta. All’inizio non è particolarmente in ascolto della vita e di chi ama. Si prefissa un obiettivo e lo rincorre. L’imprevisto non le fa cambiare rotta. È molto determinata, in gamba, forte e alla fine riesce sempre a raggiungere i suoi obiettivi. Quello che succede quando torna a Sorrento è che fa degli incontri, innanzitutto rincontra l’uomo di cui è innamorata e lo vede con degli occhi diversi.
Sorrento, con la sua bellezza e il suo disordine porta Roberta a guardare negli occhi chi ha vicino. Le cose della vita che la investono, la portano piano piano, nel corso della serie, ad aprire gli occhi”, racconta l’attrice. E si commuove nel raccontare il momento in cui il suo personaggio incontra quello di Leda, interpretata da
Flavia Gatti: “
È un incontro importante per Roberta, era il personaggio di cui aveva più bisogno, mi commuove anche parlarne. La smonta, la smuove dal profondo e la cambia facendola avvicinare a sé stessa”.
Per Flavia Gatti: “Leda è esplosiva, un vero e proprio fiume in piena che davanti all’amore diventa fragile, di una fragilità profondamente umana. Interpretarla mi ha fatta sentire viva, è stata un’emozione incredibile... Lei sembra forte, ma si porta dentro una fragilità incredibile” e allude al passato doloroso che si scoprirà nel corso della serie. “Leda subirà una vera evoluzione. Lei e Roberta sembrano agli antipodi, invece scopriranno un filo rosso che le lega e le unisce. Io dico sempre che una persona cresciuta nell’amore e una cresciuta nella sofferenza non vedranno mai il mondo allo stesso modo, Leda lo vede a modo suo. Giusto o sbagliato che sia”.
Anche Stefano, storico fidanzato della protagonista Roberta e interpretato da
Alessio Lapice, ha un ruolo chiave: “
Il personaggio che interpreto compie un ciclo inverso di maturità dove lui deve capire chi vuole essere da grande, deve cercare di trovare il coraggio di uscire fuori dal guscio sia con i suoi genitori che con Roberta. È impulsivo e sempre in cerca di consensi, ma corre il rischio di piacere a tutti meno che a sé stesso.
Accadrà un evento nel corso degli episodi che farà sì che Stefano, e di conseguenza tutti gli altri perché stanno tutti vivendo una fase di cambiamento e mutamento - si rompono, si spezzano, e questo permette loro di far uscire la parte più vulnerabile. Ciò rende tutto più interessante. Credo che il pubblico si affezionerà alla serie proprio per questo motivo. Il racconto è sempre leggero, bizzarro, quasi goffo. Come nella vita vera, noi esseri umani pensiamo di poter affrontare tutto e invece poi risultiamo semplicemente goffi”, sostiene l’attore.
Non mancherà Vito, interpretato da
Erasmo Gensini, l’ex fidanzato di Roberta, a creare ancora più intrighi ed emozioni nella trama. Un pescatore semplice, ma anche lui, con immensi mondi interiori.
Il regista ha sottolineato più volte come questa serie abbia un tocco disneyano: “
Abbiamo raccontato una favola, ma con i piedi per terra perché raccontiamo una storia umana. Roberta è un puntino nero nei mille colori di Sorrento e dei personaggi che vi abitano”.
Una polemica emersa durante la conferenza stampa riguarda il titolo: “
Roberta Valente - Notaio in Sorrento” per la declinazione al maschile del termine notaio. Come ha fatto notare anche una giornalista, era un tabù e un cliché che si sarebbe potuto abbattere utilizzando la forma al femminile notaia, forse più coerente. L’ideatrice
Alessia Palumbo ha detto: “
Abbiamo immaginato che la protagonista, per il suo carattere, avesse voluto chiamarsi notaio, in modo un po’ più antico, forse. Però nella sceneggiatura quasi tutti i personaggi la chiamano notaia”.
Questo è legato anche alla personalità iniziale della protagonista, rigida e chiusa, che si aprirà solo con il tempo. Dunque, all’inizio, il titolo, così “archetipico” rispecchia la sua personalità.
Infine,
Alessia Palumbo racconta come ha avuto l’idea: “
Ho un conservatore notarile in famiglia. Il notaio è una figura che mi ha sempre affascinata e mi sono resa conto che poteva essere un contenitore di storie. Il presupposto della serie è proprio che dietro ogni atto notarile ci sono delle persone - per noi sceneggiatrici, personaggi, storie ed emozioni”. Infatti, il notaio non è una figura noiosa, bensì è anche custode di segreti, storie e momenti cruciali delle famiglie e delle persone.
10/04/2026, 12:44
Marta Bello