Note di regia di "Vespucci: il Viaggio più Lungo"
Raccontare il Vespucci è semplice e complicato allo stesso tempo. La nave scuola è leggenda e realtà, tutti la conoscono e questo è al contempo una fortuna, è adorata dal pubblico e - una sfida - è stata narrata innumerevoli volte. “Il Viaggio più lungo” ci ha dato l’opportunità di esplorarne la personalità e di raccontarne molte sue prime volte: il passaggio di Capo Horn, il tratto di navigazione più temuto dai marinai, i Villaggi Italia, spazi espositivi che hanno portato in giro per il mondo le eccellenze del Paese, la temuta traversata del Mar Rosso, evitato da molte navi commerciali per possibili attacchi Houthi e naturalmente l’imbarco degli allievi ufficiali.
Per coglierne appieno lo spirito, la narrazione è stata affidata principalmente ai protagonisti. Il comandante, gli ufficiali, i nocchieri, ad ogni nuova operazione ne spiegano la funzione, la tecnica e la storia mentre gli allievi ufficiali condividono le loro emozioni per un’avventura che resterà impressa per sempre nella loro memoria. La voce fuori campo invece è stata utilizzata per puntellare i luoghi visitati dall’equipaggio e raccontarne la storia. Sono sempre stato attratto dalla contaminazione culturale che generano i viaggi. Apprendi, assorbi, diffondi e trasmetti. Il periplo del globo è stata un’occasione irripetibile per mettere in pratica questi concetti. L’Italia, la sua storia, le sue tradizioni, la sua cultura disseminate durante gli ormeggi nei porti dei sei continenti tramite i suoi migliori ambasciatori, il Vespucci, il veliero che diffonde il nostro spirito e riporta a casa l’alito del mondo e il Villaggio Italia.
Flavio Maspes