BIF&ST 17 - Pupi Avati: "Vi racconto Nel tepore del ballo"
Presentato al Bif&st di Bari “
Nel tepore del ballo”, il nuovo film di
Pupi Avati che segna il ritorno del regista al dramma intimista, dal 30 aprile al cinema con 01 Distribution. Massimo Ghini interpreta Gianni Riccio, un celebre conduttore televisivo, travolto da uno scandalo finanziario proprio all’apice della carriera. Il film racconta la caduta, le crisi personali ed esistenziali, il ritorno a una vita più autentica, dove il successo “materiale” improvvisamente smette di avere importanza.
“Arrivando a questa età della vita, che, per quanto mi riguarda, è piuttosto avanzata, mi rendo conto di conoscerla sempre meglio”, ha spiegato Pupi Avati. “Ogni giorno, ogni mese, ogni anno che passa, capisco qualcosa in più. Oggi mi accorgo che non è poi così gratificante aver capito molte cose, cose che già a sessant’anni credevo giuste, e invece non lo erano”.
Il regista bolognese, autore di film indimenticabili come “La casa dalle finestre che ridono”, “Il cuore altrove”, “La rivincita di Natale”, a 87 anni non perde la sua vena poetica e malinconica: “Io ho incontrato davvero la vita attraverso il tempo. Ho conosciuto le persone, il carattere, la sensibilità. E c’è un momento in cui riaffiora uno strumento di conoscenza misterioso, che a volte si addormenta, va in letargo, per poi tornare: ed è l’amore. Misurare la capacità, la quantità, la potenzialità d’amore di ognuno di noi, mentre si attraversa una fase della vita è qualcosa di quasi sconvolgente, perché mette insieme stagioni ed esperienze molto lontane tra loro che però, a un certo punto, non lo sono più così tanto. Io, affettivamente, assomiglio ancora moltissimo al ragazzo che sono stato. La mia capacità emotiva è rimasta quella. Certo, il corpo non mi seguirebbe più, ma c’è una parte di me che è ancora capace di regredire fino a quell’età, almeno negli aspetti migliori”.
Raccontare il declino di un personaggio pubblico di successo ha dato la possibilità al regista, che ha scritto la sceneggiatura insieme al figlio Tommaso, di “osservare come, nei momenti di difficoltà, le persone possano riaprire una sorta di “bagagliaio” della memoria e tirare fuori una storia con qualcuno con cui hanno condiviso amore, esclusività, intimità. E quella stessa persona può diventare, a seconda dei casi, anche il tuo opposto, persino il tuo nemico. Mi affascinava l’idea del regredire: il regredire di Gianni, il suo tornare indietro, ma anche quello di Clara (Isabella Ferrari), l’amore della sua vita, è un viaggio molto forte, molto denso. Un cineasta più “classico” probabilmente avrebbe fatto finire il film con loro due che si ritrovano, che si prendono per mano”.
Ma questo non succede: “Gianni sceglie di isolarsi dalla realtà: è lì che il film trova un finale meno rassicurante, meno consolatorio”. Come meno consolatoria appare la riflessione sull’ambiente televisivo che dopo essersi arricchito anche grazie all’estro di Gianni lo respinge alle prime difficoltà. Cinismo incarnato dal personaggio di Giuliana De Sio, una presentatrice senza scrupoli: “È al 100% ispirata a Barbara D’Urso”, ha dichiarato Avati, “la scena in cui invita Gianni in studio è il cuore del film, un momento in cui la televisione “infernale” mostra tutta la sua capacità di convincerci di tutto e del suo contrario”.
Nel cast de “Nel tepore del ballo” anche Lina Sastri Sebastiano Somma, Pino Quartullo, Morena Gentile, Manuela Morabito, Raoul Bova, e nei ruoli di loro stessi Bruno Vespa e Jerry Calà.
27/03/2026, 08:17
Caterina Sabato