BIF&ST 17 - Elena Sofia Ricci: “L’unica cosa
che può tenerci ancora in vita è l'amore”
L’attrice
Elena Sofia Ricci, insignita del Premio Bif&st Arte del cinema, è stata protagonista di un incontro con il pubblico moderato da Angela Prudenzi al Teatro Petruzzelli di Bari. L’incontro è stato anticipato dalla proiezione de "
La farfalla impazzita", diretto da Kiko Rosati, prodotto da 11 Marzo Film in collaborazione con Rai Fiction.
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Trovo che La farfalla impazzita sia un’opera necessaria”, ha esordito l’attrice, “
Si parla di una tragedia, quella dell’Olocausto e delle Fosse Ardeatine, che ha colpito tutti indistintamente, una catastrofe dalla quale sembra che l'uomo non abbia imparato nulla visto che la sta replicando. Ma il film racconta anche di una donna, Giulia Spizzichino, che con grande fatica ha avuto il coraggio di andare in Argentina e legarsi a Las Mujeres de la Plaza de Mayo, donne, madri, sorelle dei desaparecidos, affermando una cosa importantissima: “Tutte le vittime sono vittime, tutti i carnefici sono carnefici, in ogni tempo e in ogni luogo”. Mai come oggi questo è tragicamente contemporaneo, sembra che l'uomo abbia smarrito sia l’intelligenza emotiva che quella razionale.”
A proposito delle sue interpretazioni di donne realmente vissute o viventi,
Elena Sofia Ricci ha raccontato: “
Sono state almeno quattro: Francesca Morvillo, la moglie di Giovanni Falcone e spero che le parole di Falcone risuonino soprattutto oggi, fino a quando non avremo finito di votare! Poi la professoressa Rita Levi Montalcini, una donna straordinaria e molto emozionante da interpretare. Vestire i panni di Giulia Spizzichino è stato difficile, parlava poco, ho dovuto osservarla molto nei video che la riprendevano e studiare il suo sguardo: lei vedeva quello che raccontava. Infine Veronica Lario, in Loro, di Paolo Sorrentino, un bellissimo film oggi quasi impossibile da trovare in Italia che parla della fragilità degli uomini e delle donne. È stata dura, sin dal provino. Veronica è una donna che si rende conto che il suo matrimonio è arrivato al capolinea e non si può più tornare indietro. Questo dolore è lo stesso per Silvio Berlusconi, per me, per te, per noi tutti, comune tanto alle donne quanto agli uomini. Quando un grande amore arriva alla fine è sempre doloroso. Credo che Sorrentino mi abbia scelta perché avevo sentito questo stato d’animo, che era ciò che voleva raccontare.”
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L'incontro con Pupi Avati è stato meraviglioso e importantissimo”, racconta poi l’attrice, ricordando il primo rimportante riconoscimento, il Globo d'oro nel 1985 come migliore attrice rivelazione per Impiegati di Pupi Avanti “
Ha cambiato il mio modo di recitare. Venivo dal teatro, quindi la mia era un’impostazione esagerata, che mi consentiva di arrivare a tutti, anche agli spettatori del terzo ordine di palchi. Pupi è arrivato, ha visto la scena che stavamo interpretando io e Claudio Botosso e fa: “Ma cos'è questa cosa orrenda che state facendo? State recitando veramente uno schifo, se adesso poteste cortesemente parlare come nella vita, ve ne saremmo grati”. Da quel momento ho imparato che il cinema era un modo per darla a bere senza far vedere che stai recitando, cioè essendo veri. Ancora oggi ogni film, ogni spettacolo mi consente di imparare cose nuove. Quando interpreti un personaggio devi avvicinarti a lui, metterti nei suoi veri panni. Quasi sempre scopri cose di te che non sapevi, non avevi ancora capito o non avevi voluto vedere.”
Sulla sua passione più grande
Elena Sofia Ricci non ha dubbi: “
Milly Carlucci mi chiedeva di andare a fare la ballerina per una notte a Ballando con le stelle da anni. Quando finalmente l’ho fatto, è stato come recuperare quella bambina che voleva danzare, essere leggera, profondamente libera. Mi sono emozionata tantissimo e ho sentito che ancora ero viva. Temevo che quella bambina fosse morte e invece no, aspettava solo di essere liberata. Ora ballare è diventata la mia prima necessità. Vi consiglio di farlo, anche se non sapetefarlo, è liberatorio.”
Su cosa abbia imparato di nuovo sull’amore interpretando così tanti personaggi femminili, invece,
Elena Sofia Ricci ha qualche dubbio in più: “
Solo ora sto cominciando a capire che… è inutile cercare di capirci qualcosa! Però una cosa l’ho chiara. Quando si incontrano personalità narcisistiche, patologiche, aggressive, non serve che volino schiaffi, anche le parole possono uccidere. Quindi state molto attenti, e lo dico soprattutto a voi giovani. Io ci sono caduta, voi dovete scappare. Siamo così bisognosi di essere amati, abbiamo fragilità così grandi che ci sembra impossibile che quella cosa sia tossica, pensiamo sia amore e quindi ci aggrappiamo, falliamo e soffriamo. Un mio grande maestro napoletano, il regista teatrale Armando Pugliese, diceva sempre una cosa divertentissima: “L'amore è l'incontro di due psicopatologie che si trovano, ciascuna delle quali ha bisogno di soddisfare se stessa”. Abbiamo necessità, bisogni, siamo attratti da chi in quel momento pensiamo ci possa dare esattamente quello di cui abbiamo bisogno, anche se quello che di cui abbiamo bisogno è sbagliato. Questo poi lo scopriamo dopo. Però l’amore, per gli amici, le persone, viviamocelo. Non ci è rimasto veramente più niente, ci stanno levando tutto, anche la speranza di un futuro migliore. L'unica cosa che veramente ci può ancora tenere in vita è l'amore.”
23/03/2026, 16:51