Note di regia di "Non è la Fine del Mondo"
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Non è la fine del mondo” di Alessia Gazzola è un romanzo verso il quale ho provato un istantaneo innamoramento, per la leggerezza e l’ironia con la quale l’autrice affronta il tema di crescita personale e lavorativa della protagonista. Leggendolo, ho immediatamente pensato alla possibilità di una sua trasposizione cinematografica: la storia, infatti, è ricchissima di potenzialità narrative per la profondità dei suoi personaggi e per lo sguardo positivo che riesce a dare, nonostante le difficoltà che vive nelle sue vicissitudini, la protagonista Emma de Tessent, eterna stagista e specchio degli attuali tempi difficili per i millennial. Emma è una rivoluzionaria, pratica l’emancipazione femminile con l’arma più devastante che ha a disposizione, la gentilezza. Questa gentilezza però, la porta anche ad accontentarsi di ciò che il mondo lavorativo ha da offrire, rinunciando temporaneamente al lavoro che aveva sognato, perché Emma è pragmatica e sa che la strada per esaudire i suoi sogni, è lunga ed impervia. Emma arranca in un mondo in cui si sente inadeguata, combattendo una guerra che non ha feriti né morti, il cui trofeo sarà la conquista di un posto nel mondo lavorativo dei suoi sogni e del luogo terreno dei suoi sogni: il villino coi glicini abbandonato in un angolo di Roma. Il film vuole mantenere l’ottimismo di fondo della storia e del personaggio di Emma, senza essere consolatorio, ma trasmettendo un messaggio di fiducia e resilienza. Emma in questo è modernissima: indipendente e ambiziosa, non tenta di farsi largo sgomitando, ma solo attraverso il lavoro, la sua grande passione e sempre con il sorriso e la disponibilità. Quando soffre, non lo dà a vedere. Quando viene colpita, non restituisce il colpo ma sparisce, ricominciando daccapo. Emma non è un personaggio “brutto, sporco e cattivo”, ma, al contrario, il genere di persona a cui tutti si rivolgono quando hanno bisogno di aiuto che però si ritrova immancabilmente da sola quando è lei ad aver bisogno di supporto. Una ragazza goffa quando si muove attraverso una stanza affollata ma capace di fendere il traffico romano con la sua adorata bicicletta da corsa eredità di suo padre. Ad accompagnarla nelle sue vicissitudini, ci sono la sorella Arabella finta moralizzatrice intransigente, l’adorata nipote, l’irraggiungibile scrittore (suo mito lavorativo) Oscar Tessai e il temibile, ma irresistibile suo capo, Pietro Scalzi. Sull’onda della tradizione delle romantic comedy americane nate dalla penna di Nora Ephron, “
Non è la Fine del Mondo”, è un film colorato di sentimenti, ambizioni e di tutta quella buona energia che Emma porta agli occhi ed al cuore dello spettatore, pedalando la sua Bianchi, in giro per le strade di Roma.
Valentina Zanella