BAFF - BUSTO ARSIZIO FILM FESTIVAL 24 - Dal 21 al 28 marzo
Dal 21 al 28 marzo 2026 torna a Busto Arsizio (con digressioni anche a Varese, Castellanza e Legnano), il
BAFF - BA Film Festival, giunto alla 24ª edizione. In preapertura, il 20 marzo al Cinema Teatro San Giovanni Bosco, il già annunciato concerto di Mauro Ermanno Giovanardi: il leader dei La Crus, che dopo essere stato ospite del festival lo scorso anno, sceglie proprio Busto Arsizio e il suo festival cinematografico per inaugurare il tour del nuovo album solista E poi scegliere con cura le parole. In chiusura, il 28 marzo, in collaborazione con Eventi in Jazz, lo spettacolo di Sergio Rubini & Michele Fazio Trio, Sud, anticipato da una conversazione sulla lunga carriera da attore e regista e sui suoi primi passi.
Ospite di apertura del festival il regista statunitense
Abel Ferrara - poeta maledetto del cinema newyorchese, regista di classici contemporanei come Il cattivo tenente, The Addiction, Fratelli, Kings of New York, e già premio Glory to the Filmmaker alla Mostra di Venezia e Pardo d’onore a Locarno - che presenterà, dopo un’intervista pubblica a cura del critico Sergio Sozzo, il documentario "
Turn in the Wound", una testimonianza che esplora i conflitti umani e il desiderio di pace attraverso la musica e le parole di Patti Smith, con brani tratti da Antonin Artaud, René Daumal e Arthur Rimbaud, e le testimonianze di chi, in Ucraina, sta tragicamente vivendo la guerra. Un documentario che è anche un viaggio tra poesia e musica alla ricerca di un significato nella sofferenza infinita dei tanti conflitti presenti nel mondo e di quelli che riecheggiano dal passato. Turn in the Wound è uno sguardo sull'eterna ricerca della libertà contro l'incubo dell'oppressione e della forza militare.
La locandina del
BAFF di quest’anno omaggia Abel Ferrara e il suo ancora oggi dirompente Il cattivo tenente attraverso il tratto inconfondibile, insieme mimetico eppure personalissimo, di Paolo Bacilieri, uno dei più importanti autori del fumetto italiano contemporaneo, capace di muoversi con leggerezza e intelligenza tra il genere e le sperimentazioni più radicali. Da sempre affascinato dalle possibilità narrative e visive del giallo e del nero, che ha frequentato in più occasioni e sotto diverse forme (dall’investigatore privato dolente e disilluso nel Nord-Est Barokkoai Napoleone e Dylan Dog della Sergio Bonelli Editore), senza dimenticare certe digressioni eccentriche e inattese (gli enigmi di Fun eMore Fun, 2014 e 2016), fino alle contaminazioni e ai rimescolamenti pop (Bob 84, 2021, con Vincenzo Filosa; Joker: Strategia della tensione, 2024, con Enrico Brizzi),
Bacilieri è anche l’artefice dei recenti adattamenti a fumetti di due dei più noti romanzi di Giorgio Scerbanenco, entrambi del 1966, Venere privata e Traditori di tutti, rispettivamente il primo e il secondo della “quadrilogia di Duca Lamberti”, pubblicati da Oblomov nel 2022 e nel 2025. Sarà quindi tra i protagonisti di una serata Scerbanenco, con Elisabetta Sgarbi ed Eugenio Lio, regista e sceneggiatore di "
L’isola degli idealisti" (2024), adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo “perduto” di Scerbanenco, prima proposto dalla loro Nave di Teseo, e con Alberto Pezzotta, che ha da poco pubblicato per Mimesis Il noir italiano prima e dopo Scerbanenco, esaustiva ricognizione sul giallo e nero italiano dal secondo dopoguerra ai ’70 dove lo scrittore di Kiev e milanese d’adozione è, fin dal titolo, metronomo e pietra angolare.
Focalizzato nelle ultime edizioni sui primi passi di registi e autori, il Baff 2026 presenterà l’anteprima italiana di "
The Chronology of Water", esordio dietro la macchina da presa dell’attrice americana Kristen Stewart, distribuito in Italia da Wanted Cinema e presentato al Festival di Cannes 2025 nella sezione Un Certain Regard.
Raggiunta la fama planetaria con il ruolo di Bella Swan nella saga di Twilight, poi interprete per Woody Allen (Café Society), Olivier Assayas (Personal Shopper), David Fincher (PanicRoom), Sean Penn (Into the Wild), David Cronenberg (Crimes of the future) solo per citarne alcuni, nel 2025 Stewart passa alla sua prima regia di un lungometraggio con The Chronology of Water. Tratto dall’autobiografia della scrittrice statunitense Lidia Yuknavitch, il film narra la storia di Lidia, una giovane donna cresciuta in un ambiente devastato dalla violenza e dall’alcol, che lotta per trovare la sua strada. Lidia riesce a fuggire dalla sua famiglia e a iscriversi all’università, dove trova rifugio nella letteratura. A poco a poco, le parole le offrono una libertà inaspettata.
Come di consueto, il festival si occuperà anche di raccontare i primi passi dei maestri, in una sezione che da quest’anno si intitolerà
Prima di diventare grandi, con incontri preceduti o seguiti da conversazioni con gli ospiti. Tra quelli di quest’anno lo scrittore best seller e regista Donato Carrisi, che dialogherà con il direttore Giulio Sangiorgio, prima di presentare il proprio esordio cinematografico "
La ragazza nella nebbia"; il visionario “Almodovar italiano” Pappi Corsicato, che dopo il successo mondiale della serie Netflix Incanto torna a raccontare la sua carriera eccentrica, formalmente esaltante, tra commedie romantiche napoletane eccentriche e documentari d’arte, introducendo la sua opera prima "
Libera"; lo sceneggiatore e poi regista
Enrico Vanzina, che non racconterà solo di sé e della sua lunga carriera di successo nel cinema popolare italiano, ma anche e soprattutto del cinema del padre, introducendo la visione di "
I tartassati" di Steno, per l’appunto; e ancora i Leone d’oro alla carriera per il teatro RezzaMastrella, che racconteranno la loro arte avanguardista, surreale e provocatoria (come dovrebbe essere l’arte), in una serata a cui seguirà un programma dei loro mitici, disturbantissimi e divertentissimi corti.
Concorso internazionale opere prime
Confermati anche quest’anno i due concorsi per opere prime: importanti esordi italiani e opere prime internazionali - in anteprima italiana - concorreranno in due sezioni parallele.
La competizione internazionale propone anche quest’anno cinque opere prime in anteprima italiana, film molto diversi nelle formule e nei toni, ma tutti distinti da uno sguardo originale e penetrante e dalla ricerca di nuovi modi di raccontare e inquadrare il presente. A partire da due autrici che lavorano con sensibilità e inventiva nella soglia tra documentario e finzione.
Fantaisie (Francia, 2025) di Isabel Pagliai, è la documentazione paradossale del mondo interiore di Louise, un flusso di coscienza incastonato fra luci e ombre, tra fantasie e fantasmi, cronaca di due solitudini che si incontrano tra le righe di un diario e lo spazio fantastico di una foresta.
Macdo (Messico, Grecia, 2025) di Racornelia Ezell è uno scavo impietoso nell’orrore quotidiano e sommesso dell’istituzione famigliare svolto tramite il suo linguaggio ufficiale, quello del film famiglia. La regista e interprete crea un’ipnotica intensità tra l’immagine vacillante di una vecchia videocamera analogica e la tensione drammaturgica che si accumula in un crescendo rivelatore.
Boys go to Jupiter (USA, 2024) di Julian Glander è una sorta di E.T. all’epoca del capitalismo delle piattaforme, romanzo di formazione sospeso tra surrealtà e disincanto in una Florida suburbana astratta e sgargiante come un videogame.
Buffet Infinity di Simon Glassman (Canada, 2025) omaggia invece la vecchia TV via cavo descrivendo una bizzarra faida tra due ristoranti in un tour de force sempre più delirante e orrorifico raccontato interamente attraverso spot televisivi.
Il quinto titolo, ciliegina sulla torta della nostra selezione, sarà annunciato a breve nelle future comunicazioni del festival.
Concorso italiano opere prime
Cinque i titoli del concorso italiano:
Gioia mia, esordio alla regia di Margherita Spampinato, con Aurora Quattrocchi e Marco Fiore. Durante un’estate trascorsa in Sicilia, un bambino viene lasciato temporaneamente dalla famiglia a casa della nonna. In questo tempo sospeso tra giochi, silenzi e nuove scoperte, il rapporto con l’anziana donna e con il paesaggio circostante diventa un percorso di crescita emotiva fatto di piccoli gesti e memorie familiari. Presentato in concorso nella sezione Cineasti del Presente al Locarno Film Festival 2025, il film ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria CINÉ+ e il Pardo per la migliore interpretazione ad Aurora Quattrocchi.
Tienimi presente, esordio alla regia di Alberto Palmiero e vincitore del Premio Poste Italiane Miglior Opera Prima alla Festa del Cinema di Roma 2025, racconta la storia di Alberto, un giovane aspirante regista che vive a Roma inseguendo il sogno di fare cinema. Dopo anni di tentativi e frustrazioni decide di tornare nella sua città d’origine. Tra incontri inattesi e un confronto con il proprio passato, capirà che proprio la sua vita potrebbe diventare la materia del film che ha sempre cercato di realizzare.
Una cosa vicina, documentario di Loris Giuseppe Nese con Francesco Di Leva, è stato presentato in selezione ufficiale alle Giornate degli Autori – Notti Veneziane della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025 e ha ottenuto il Premio Andrea Pazienza e il Premio Libero Bizzarri. Negli anni Novanta un bambino cresce circondato da segreti familiari e dalla morte prematura degli uomini della sua famiglia. Solo da adulto scoprirà il peso che il suo cognome porta con sé nella città in cui vive e, attraverso il cinema, deciderà di confrontarsi con il proprio passato per ricostruire la propria identità.
Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini, presentato in selezione ufficiale alla Settimana Internazionale della Critica della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025. Ai margini di una foresta al confine orientale dell’Europa, un gruppo di passeur afgani vive nell’attesa delle persone da aiutare ad attraversare la frontiera. Tra notti insonni, fuochi improvvisati e la presenza costante della barriera di confine, il film racconta una comunità sospesa tra sopravvivenza, solidarietà e pericolo.
Le bambine di Valentina Bertani e Nicole Bertani, presentato in concorso al festival di Locarno 2025, dove ha ottenuto la Menzione speciale della Giuria Giovani, è ambientato nel 1997 e vede protagonista la piccola Linda, otto anni, che lascia la Svizzera per trasferirsi in Italia con la madre. Qui stringe un legame speciale con due coetanee, Azzurra e Marta che insieme formano una piccola comunità di amicizia e complicità, cercando di difendere la loro libertà in un mondo dominato dagli adulti.
Tutti i film del concorso italiano saranno accompagnati dai registi in sala
Made in Italy Scuole
Superano quota 1400 le prenotazioni degli studenti che presenzieranno alle proiezioni del mattino a loro dedicate, provenienti da licei e istituti superiori cittadini.
Oltre ai già citati Tienimi presente e Gioia mia, che concorrono per il Concorso opere prime italiane, fanno parte della rassegna Made in Italy Scuole due film cruciali dello scorso anno:
Orfeo di Virgilio Villoresi
Orfeo, un pianista solitario e visionario, vive in un mondo sospeso tra realtà e sogno. Dopo aver incontrato l’enigmatica Eura, la sua vita prende una piega onirica, e quando lei scompare lui entra in un aldilà fatto di creature immaginarie e misteri. Il film è un adattamento del Poema a fumetti di Dino Buzzati, che ripropone il mito di Orfeo ed Euridice in chiave moderna e poetica.
La vita da grandi di Greta Scarano
Irene, trasferitasi a Rimini per prendersi cura del fratello autistico Omar, intraprende con lui un “corso intensivo per diventare adulti”. Attraverso sfide quotidiane e momenti intimi, il film esplora la normalità e la diversità, mostrando come l’autismo non definisca la persona in tutta la sua complessità. Il film ha vinto il premio Young Audience agli European Film Awards 2026 e due Nastri d’argento (Regia e attore protagonista Yuri Tuci).
Visioni Future
Sono oltre 50 le adesioni al concorso ricevute dalla segreteria della manifestazione; tra queste verranno scelti i 10 partecipanti al workshop.Visioni future, lo ricordiamo, è un contest dedicato a studentesse e studenti di scuole e accademie di cinema, nonché a giovani aspiranti registi e autori che ha l’obiettivo di supportarli nel loro percorso verso l’avviamento professionale. Gli autori selezionati saranno ospitati a Busto Arsizio, durante la settimana del festival, per partecipare a lezioni e laboratori pensati per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro. Gli aspiranti registi provengono dalle Accademie di Belle Arti di Palermo, Bari, Torino e Milano; dalla NABA di Milano, dall’IUAV di Venezia, dalla scuola di cinema Volontè di Roma, dall’istituto Antonioni di Busto Arsizio, dalla Cisa di Lugano e da Ca’ Foscari di Venezia. Una ventina i Decision Makers (produttori, distributori e responsabili di Film Commission) presenti al workshop. I Tutor che seguiranno i ragazzi sono Alice Arecco, Luca Mosso e Ivan Casagrande Conti, di Milano Film Network; Andrea Caccia e Marco Longo, docenti dell’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni.
Collaborazione con la trasmissione televisiva Fuori Orario
In collaborazione con la trasmissione di Rai3 Fuori Orario, incrollabile presidio della cinefilia di qualità sul piccolo schermo, inauguriamo una nuova sezione che invita a scoprire linguaggi sperimentali del passato e del presente. Lo faremo in due incontri (a metà tra masterclass e proiezione) dedicati a due autori eccentrici e indomabili, il varesino Gianfranco Brebbia e il bergamasco Luca Ferri: degni eredi cinematografici dei “Lombardi in rivolta” descritti in letteratura da Dante Isella, entrambi fieramente autodidatti, artefici solitari dallo stile inconfondibile, portatori di uno sguardo sull’umano radicale e vagamente alieno.
Della vasta e sommersa opera di Brebbia (1923-74) Fulvio Baglivi (Rai 3) parlerà con la figlia del filmmaker Giovanna Brebbia e il critico Mauro Gervasini, autori di numerose pubblicazioni su questo astro luminoso, ma troppo a lungo nascosto, dell’underground italiano. Per quanto partecipe nella scena tra anni ‘60 e ‘70, Brebbia è rimasto infatti un interprete isolato della più autentica vocazione artigianale e amatoriale dell’avanguardia italiana, oltreché tra i più sensibili ed eclettici nell’assimilare e riformulare la lezione del New American Cinema col suo lirismo psichedelico.
Altrettanto instancabile e prolifico è Luca Ferri, che in dialogo con Roberto Turigliatto (Rai 3) presenterà il suo film più recente, Il Damo, ultima distillazione di un percorso peculiare e irriverente, in bilico tra avanguardia e documentario, nutrito di rigore formale e senso del grottesco, ricco di riferimenti alla letteratura e all’architettura modernista e pervaso da esilaranti elucubrazioni misantropiche.
10/03/2026, 13:17