AFIC - Memoria scritta sui temi urgenti per la filiera
Afic, Associazione Festival Italiani di Cinema che raggruppa 126 manifestazioni cinematografiche, è stata ricevuta oggi in audizione presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 2360 Schlein, C. 2578 Mollicone e C. 2731 Amato, recanti Disposizioni in materia di cinema. Seguendo le diverse linee di lavoro, dall’istituzione di un’Agenzia per il Cinema a un riordino generale della Legge sul Cinema, Afic ha portato i dati sulla realtà della promozione e le proprie proposte per regolare al meglio l’organizzazione dei contributi al comparto Promozione sottolineando come il punto centrale di regole chiare, tempi certi e decisioni veloci.
Riportiamo il testo completo della memoria scritta consegnata durante l’audizione:
Come Afic, Associazione Festival Italiani di Cinema che raggruppa 126 manifestazioni cinematografiche, tra festival, rassegne e premi, siamo qui a rappresentare anche l’intera filiera della promozione, per cercare di dare voce e dignità a un settore formato da Piccole e Medie Imprese, da realtà culturali del Terzo Settore che non cercano il profitto, ma l’utilità sociale e la diffusione della cultura nel rispetto del diritto alla continuità lavorativa di chi crede in noi: una rete di giovani spesso al primo impiego, volontari presenti in tutti i territori, eccellenti professionisti che credono nel valore delle idee.
Forti di questo ringraziamo la VII Commissione (Cultura) per questa audizione informale e naturalmente gli estensori delle proposte di legge per la loro attenzione al settore del cinema e dell’audiovisivo. A questo riguardo non possiamo però non notare la quasi totale assenza di attenzione al comparto della Promozione, se non in AC 2578 Mollicone, proprio mentre si ribadisce l’importanza di immagine e di costruzione di identità che viene dalla circolazione e valorizzazione delle opere. È ampiamente dimostrato (si veda il recente progetto di ricerca biennale realizzato da AFIC in collaborazione con Ergo Research, Cinetel e CUC – Consulta Universitária di Cinema e grazie al supporto di MiC e SIAE) come le manifestazioni cinematografiche abbiano ormai consolidato un ruolo cruciale nel sistema cinema, specie per la formazione del nuovo pubblico e la valorizzazione del cinema indipendente. In base ai dati raccolti nell’ambito dei rilevamenti CinExpert/Cinetel, nel periodo da marzo 2024 a febbraio 2025 sono state 2.1 milioni le visioni di film nell’ambito dei festival di cinema italiani (+4% rispetto ai 12 mesi precedenti) con un consolidamento del contributo del pubblico nella fascia d’età 15-34 anni, pari al 60 per cento. È il “filo-festival” come uno spettatore giovane (età media 37,4 anni), particolarmente istruito (il 63% del campione dichiara di aver conseguito la laurea), genuinamente cinefilo (il 70% non lavora in ambito audiovisivo), disposto a spostarsi per raggiungere la manifestazione di suo interesse (il 50% non risiede nella città in cui si svolge l’evento).
Si tratta di un volano dell’offerta culturale oltre che cinematografica che va ad integrarsi con distribuzione ed esercizio, dando ossigeno all’intero comparto e incoraggiando la ricostruzione di un tessuto culturale nei territori, in particolare quelli disagiati o desertificati dove addirittura i festival creano nuovi luoghi di proiezione o fanno rivivere sale abbandonate.
Qualsiasi riforma del cinema e dell’audiovisivo, compresa l’eventuale istituzione di un’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, non può e non deve, a nostro avviso, farsi sfuggire questa possibilità di utilizzare lo strumento della promozione, dandogli corpo e sostanza, anche in termini di politica culturale e di investimento. Un comparto, quello della Promozione, che può dialogare alla pari con le altre categorie del cinema e dell’audiovisivo e, anzi, può essere uno degli attori di un patto di ferro tra le varie categorie, su un principio di equità senza figli (ricchi) e figliastri (poveri), alle quali la politica, con un rivoluzionario cambio di paradigma, si può affidare invece di fare da surrogato.
Fermo restando i diversi obiettivi delle tre proposte di legge, proponiamo nel campo della Promozione dei principi generali per meglio organizzare il comparto:
- il punto più importante è la certezza dei tempi dei finanziamenti statali alla Promozione proprio come indicato in AC 2578 nella lettera e, comma 2, con finestre predeterminate e fisse per ciascuna annualità. Quindi pubblicazione di un bando con scadenza entro novembre dell’anno precedente quello da finanziare con un limite massimo di 60 giorni per la pubblicazione dei risultati.
- Triennalizzazione dei contributi per festival, rassegne e premi con la Commissione preposta che monitora annualmente i risultati attesi e gli obiettivi conseguiti.
- Ammissibilità al Bando Promozione solo da parte di soggetti che nel precedente triennio abbiano svolta analoga attività continuativa dimostrando solidità di proposta culturale, coerenza di obiettivi e stabilità economica.
- Disponibilità della Commissione preposta a svolgere audizioni dei soggetti proponenti, con priorità alle nuove istanze.
- Ricorso ad un’oggettività quantitativa misurabile per i criteri che fungono da soglia di sbarramento nella valutazione complessiva dei progetti presentati e per l’assegnazione dei contributi previsti per legge. Formulazione scritta da parte della Commissione delle motivazioni per cui non venga superata la soglia di sbarramento (sul modello di tutti i bandi internazionali affini)
- Disponibilità di confronto dello Stato con i soggetti locali (Regioni, Comuni, Film Commission) nei cui territori operano le manifestazioni proponenti onde agevolare una maggiore uniformità di giudizio.
- Inserimento della soglia del massimo finanziabile per una migliore e più equa suddivisione dei fondi stanziati e messi a disposizione del comparto.
Confidiamo una volta ancora nella sensibilità della politica affinché la Promozione non resti il fanalino di coda degli investimenti pubblici nei criteri di riparto: senza festival, rassegne e premi diffusi su tutto il territorio nazionale – sia che si tratti di manifestazioni che si riconoscono in AFIC, sia che si guardi alla realtà complessiva del settore – non solo risulta depauperato un patrimonio nazionale di cultura, formazione e intrattenimento, ma si rischia l’emarginazione completa del cinema indipendente e dei nuovi talenti rispetto all’industria audiovisiva.
La desertificazione culturale non è soltanto una colpa collettiva, ma una grave miopia imprenditoriale e siamo certi che lo Stato possa invece avere per il nostro comparto una capacità di visione ed innovazione a cui concorriamo volentieri.
Il Consiglio Direttivo
Pedro Armocida (Presidente)
Luca Caprara, Giuseppe Colella, Joana Fresu de Azevedo, Claudia Maci, Sheila Melosu, Laura Zumiani
04/03/2026, 16:04