Note di regia di "Avvocato Ligas"
Ogni testa funziona in modo diverso. Ogni sguardo proietta sulla realtà una prospettiva tutta sua. Il mondo di Ligas è un luogo contraddittorio, dove coesistono rigore e disordine, fascino e autodistruzione.
Ligas è geniale ma compulsivo, elegante ma eccessivo. Da un lato il consumo smodato di alcol, la totale inaffidabilità, la vita sentimentale a pezzi, dall’altro l’eleganza e il fascino innati, ma anche la sobrietà e il rigore dei luoghi della legge.
Questo dualismo ha guidato ogni scelta stilistica. La fotografia è morbida ed elegante, ma applicata a un mondo spesso colorato e vivace. Le inquadrature alternano simmetrie rigorose e movimenti puliti, a composizioni sbilanciate e a un uso “caldo” della camera a mano. I punti macchina sono spesso insoliti, per restituire la prospettiva unica da cui Ligas osserva il mondo. Il montaggio è dinamico, frammentato: tante inquadrature, tanti punti di vista, per raccontare la tensione analitica del protagonista, la sua capacità di scomporre il reale e ricomporlo secondo logiche impreviste.
È come se la realtà “aggredisse” la mente di Ligas (che solo attraverso l’alcol trova un po’ di tregua da questo assedio costante). Per restituire questo effetto ho scelto di usare lenti particolari, deformanti, ravvicinate, che ci portino dentro il suo sguardo, e poi ancora dentro la sua mente: sono dettagli che spesso diventano, attraverso montaggi velocissimi, quasi subliminali, la chiave per risolvere i casi o per guardare con improvvisa lucidità alla propria sfera privata ed emotiva.
Con Ligas ho cercato un modo personale e diverso di raccontare il legal drama: più intimo, vivace, ma anche più disturbato. Perché in questa serie il vero caso da risolvere, prima di ogni altro, è Ligas stesso.
Fabio Paladini