SEEYOUSOUND 12 - ALBA A OVEST di Frankie Caradonna
Lavoro più che mai milanese (nel senso ‘street’, e non in quello ‘chic’) che lavora nella durata più difficile da distribuire possibile (quella del mediometraggio – in questo caso meno di 40 minuti),
Alba ad Ovest, prodotto da CasinoRoyale e proiettato al
Seeyousound International Music Film Festival a Torino, è un’opera urbana di cinema difficile da incasellare.
Non propriamente narrativo, in qualche forma documentario senza essere documentato, e non genuinamente sperimentale,
Alba ad Ovest ha le sembianze di un approfondimento poetico e visuale dell’anima invisibile della musica elettronica, di quel freddo disagio e di quella liberatoria disperazione che i ritmi estenuanti dei bassi e il plastico procedere di accordi virtuali perfettamente accompagnano e causano. Il ritmo delle immagini si accompagna con fluidità alla ritmica serrata di una serie di brani atmosferici che sono come un unico gesto.
In questo senso, nel panorama del cinema contemporaneo abituato a ibridarsi in reiterate possibilità differenti tra loro solo per inezie concettuali ed estetiche (più che per contenuto e missione filosofica), il mediometraggio artistoide di Frankie Caradonna è arguto e unico su carta, ma difatti un dilatato videoclip nella forma. Macchine che sfrecciano, tatuaggi, grida, sguardi malinconici, l’attesa di un’esplosione di violenza che (non) avverrà, sempre nella fredda luce notturna di lampioni e fanali delle strade milanesi, con poche parole campionate e distorte a fare da punteggiatura retorica di questa sinfonia ambient-techno.
Se l’immaginario è discutibile, è indubbio un tentativo di forza metaforica e dirompenza espressiva (tramite trovate visive senza forzare un significato o una morale) che sono ammirevoli, e danno un volto diverso, forse f inalmente davvero “cinematografico”, a sottoculture/estetiche che si sono sempre autorappresentate anche perché spesso non viste (dalle immagini… degli altri) col rispetto e la credibilità che meritano.
Un ultimo grande pregio? In mezzo alla cultura dominante comandata dal moralismo,
Alba ad Ovest è un’opera sinceramente scura e oscura, che trova speranza nel gesto d’espressione dell’assenza di speranza.
03/03/2026, 19:11
Nicola Settis