MEDIA ARTS E FILM D’ANIMAZIONE - Per educare alla sostenibilità
Al via “
Arte e scienza per il pianeta” con DOC Servizi e Ago, con Unimore, MEMO e FEM, per oltre mille bambini delle Primarie modenesi. E per i docenti due giornate di formazione aperta a tutti.
Un simpatico robot a cartoni animati può aiutare ad avvicinare i bambini alla complessità dei temi scientifici e ad affrontare problemi che hanno a che fare con i destini della Terra, come l’eccesso di rifiuti o lo scioglimento dei ghiacciai. Così come un viaggio tra le collezioni storiche del Museo della Figurina può aiutare a comprendere come nascono le immagini in movimento e come può partire da lì una riflessione sulla biodiversità e i cambiamenti climatici.
Sono solo due esempi di come il linguaggio artistico e il cinema d’animazione possano offrire un contributo nell’educazione alla sostenibilità ambientale nelle scuole primarie che è proprio l’obiettivo di “Arte e scienza per il pianeta”, l’attività che in queste settimane coinvolge oltre mille studenti delle scuole di Modena e provincia con la visione di film, incontri con esperti del mondo scientifico e percorsi laboratoriali, mentre ai docenti sono rivolte due giornate di formazione, aperte a tutti, in programma il 10 e l’11 aprile. Per informazioni e iscrizioni, visitare il sito di Arte&Scienza (https://formazione.futurefilmfestival.it/arte-e-scienza/).
Il progetto si sviluppa nell’ambito del Piano nazionale cinema e immagini per la scuola, con il sostegno dei Ministeri della Cultura e dell’Istruzione e del Merito, ed è promosso da DOC Servizi-24 Frame Future Film Fest con Fondazione Ago in collaborazione con il Comune di Modena (MEMO, Multicentro educativo Modena Sergio Neri), Unimore (Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, corso di laurea magistrale in Didattica e Comunicazione della Scienza, e il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane), FEM – Future Education Modena.
Proprio FEM propone un’anteprima dell’attività formativa per i docenti con un workshop nell’ambito del Learning More Festival 2026 in programma il 21 febbraio, alle 10, dedicato ad “Arte e ambiente: metodologie, approcci e impatto nella scuola primaria”.
La domanda di partenza è: come possiamo insegnare la complessità della crisi climatica ai bambini, per esempio, senza generare eco-ansia, ma stimolando curiosità e senso critico? L’attività formativa con i docenti punta a scoprire come il dialogo tra le cosiddette discipline STEM e i linguaggi artistici possa tradurre dati scientifici complessi in esperienze visive e interattive offrendo occasioni di riflessione sul valore delle differenze e sulla progettazione inclusiva. Così che la didattica delle scienze possa utilizzare al meglio la forza comunicativa delle Media Arts, al fine di favorire un apprendimento autenticamente trasformativo.
La rassegna di film d’animazione per le scuole consente di sviluppare approfondimenti scientifici su temi d’attualità insieme agli esperti di Unimore, che introducono di volta in volta alla specifica problematica trattata. Con “Flow - Un mondo da salvare” (2024, regia di Gints Zilbalodis) si parla di scioglimento dei ghiacciai e del conseguente innalzamento dei mari. “Wall-e” (di Andrew Stanton, 2008) è l’occasione per discutere di inquinamento e della super produzione di rifiuti nel mondo. Con “Il Robot Selvaggio” (di Chris Sanders, 2024) il tema è il rapporto tra l’Intelligenza Artificiale e il mondo reale. Mentre “A Bug's Life - Megaminimondo” (1998, regia di John Lasseter e Andrew Stanton) consente di evidenziare quanto i diversi ecosistemi siano collegati e quanto anche la più piccola creatura animale sia fondamentale per tenere assieme il nostro mondo in un equilibrio delicatissimo e da preservare.
Nei laboratori proposti da Fondazione Ago, gli studenti sono accompagnati in un percorso che si sviluppa tra le collezioni storiche del Museo della Figurina alla scoperta della nascita delle immagini in movimento, intrecciando storia della visione, sperimentazione e riflessioni sul cambiamento climatico e sulla preservazione della biodiversità. Il laboratorio interattivo ripercorre le tappe fondamentali che, dai primi dispositivi ottici del pre-cinema, conducono fino alle forme di animazione contemporanea, come le gif digitali. Un viaggio che mette in luce come il movimento delle immagini sia da sempre uno strumento privilegiato per osservare, raccontare e interpretare la realtà. La costruzione insieme di un piccolo taumatropio, uno dei più antichi strumenti ottici che crea l’illusione del movimento delle immagini, inoltre, diventa un’occasione per riflettere sul tema della biodiversità e sulle relazioni di interdipendenza tra specie animali e vegetali e su come i cambiamenti climatici influiscano sulla preservazione degli ecosistemi.
Nei laboratori a cura di 24FRAME Future Film Fest e con la collaborazione di Unimore, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, si conoscono i segreti del fare cinema d’animazione e si impara ad usare un software per l’animazione, legando l’esperienza del cinema a quella della conoscenza della natura: quale ambiente scegliamo per un orso polare, quale cclima sarà ottimale per un colibrì? I laboratori uniscono così la conoscenza delle immagini in movimento con quella delle emergenze climatiche e del rispetto per l’ambiente che ci circonda.
20/02/2026, 14:08