Note di regia di "Un bel Giorno"
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Un bel Giorno” uno standard spesso usato per cominciare un racconto o una fiaba, in questa storia diventa segnale di qualcosa che stravolge all’improvviso l’incipit stesso.
Cosa accade quando due adulti “un bel giorno” si incontrano e si piacciono al punto da decidere di ingannarsi reciprocamente?
Tommaso “giovane vedovo” - chiuso al mondo - completamente assorbito da lavoro e cura delle quattro figlie, incontra Lara una donna single che lo affascina così tanto da mentirle sulla propria situazione familiare.
Attraverso il tono della commedia, raccontiamo il desiderio legittimo di due persone, con alle spalle - meglio, sulle spalle - complicati nuclei familiari, di concedersi una nuova possibilità per essere felici.
La famiglia diventa quindi una buffa zavorra da nascondere goffamente agli occhi dell’altro.
Insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda siamo partiti da qui cercando di rendere il nostro racconto diverso da altri che muovono su tematiche familiari (le famiglie sono nuclei in continua evoluzione che per loro stessa natura offrono spunti narrativi nuovi e pressoché infiniti) tenendo ben presenti i paletti che definiscono questo genere cinematografico.
La struttura narrativa divide in due blocchi distinti le vicende dei due protagonisti. I primi due “atti” vivono in qualche modo, separati e si risolvono nel terzo.
L’incontro di Tommaso con Lara viene vissuto solo dal punto di vista di Tommaso; Lara ai suoi occhi è una donna affascinante, misteriosa e apparentemente sola. Di lei sappiamo poco o nulla.
È Tommaso quello che ha qualcosa da nascondere. A Lara spetta il ruolo di ingannata. Il meccanismo si ribalta totalmente nel secondo atto.
Lara non è sola come immaginava Tommaso; è una donna separata che si occupa di gestire con fatica una famiglia complicata tanto quanto quella di Tommaso.
Qui i figli sono tre e sono, ovviamente, tutti maschi: due gemelli e Andrea, un ragazzo con una sensibilità particolare.
Così entriamo nelle dinamiche familiari di Lara.
La fusione tra le due “storie” si compirà nel terzo, risolutivo atto, quando scopriremo se due mondi così complicati, diversi ma in fondo simili tra loro, possano o meno trovare l’incastro giusto.
Nella formazione del cast, oltre a Virginia Raffaele - compagna di avventura e già coprotagonista in “T
re Di Troppo” - ho scelto di lavorare con giovani attrici e attori alla loro prima esperienza cinematografica.
Ultimi, ma non in ordine di importanza, vorrei citare due attori: Beatrice Schiros (che ho sempre coinvolto nei miei lavori precedenti, qualcuno potrebbe definirla “attrice feticcio”) e Antonio Gerardi; due attori straordinari che hanno messo il loro enorme talento al servizio di questa storia portando umanità, qualità, verità e divertimento; doti preziose assai rare da trovare.
Fabio De Luigi