Note di regia di "Ten to Six"
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Ten to Six" è prima di tutto una storia d’amore: un racconto intimo ed emozionale che vuole far nascere una riflessione sul tempo e sulla prevenzione. Il film racconta di un anziano fisico in pensione che ha posto lo studio del Tempo al centro della sua vita dopo la morte prematura della moglie, scomparsa a causa di un tumore al seno. Il culmine narrativo si raggiunge quando l’uomo, con profonda nostalgia, condivide con un giovane cameriere, il valore del tempo e l’importanza della prevenzione, rievocando il primo incontro avvenuto con la defunta moglie.
La regia adotta uno stile intimo e ravvicinato, ambientato in un luogo poco affollato e silenzioso, per dare spazio anche ai dialoghi non detti, ai respiri e agli sguardi dei due protagonisti. La macchina da presa si muove con discrezione, come un testimone silenzioso di quel momento straordinario che si svelerà essere molto più di un incontro casuale. Il tono cinematografico è minimale e contemplativo, con particolare attenzione ai dettagli, ai silenzi e ai piccoli gesti. L’obiettivo è restituire allo spettatore la sensazione di trovarsi davanti a un frammento di vita autentica, in bilico tra quotidianità e rivelazione.
Il messaggio finale “Non abbiamo tutto il tempo che pensiamo di avere” non è un monito, ma un invito a guardare il tempo con consapevolezza, a non rimandare ciò che conta davvero.
Alessio Rupalti