PREMIO CESARE ZAVATTINI 2025/26 - I vincitori
Sabato 31 gennaio 2026, presso la Fondazione AAMOD, si è svolta la giornata conclusiva della fase di selezione del
Premio Cesare Zavattini 2025/26, con il pitch dei progetti finalisti e la successiva deliberazione della Giuria, chiamata a individuare i vincitori della decima edizione e ad assegnare eventuali menzioni speciali.
Nel corso della mattinata, gli autori e le autrici di undici progetti partecipanti al Workshop hanno presentato i propri dossier di sviluppo, accompagnati dalla proiezione dei rispettivi teaser, offrendo alla Giuria un articolato panorama di approcci, visioni e modalità di riuso creativo del materiale d’archivio. Al termine delle presentazioni, la Giuria si è riunita per la valutazione finale, esprimendo all’unanimità un apprezzamento generale per la qualità e l'originalità dei lavori presentati.
I progetti presi in esame hanno attraversato storie personali e nodi irrisolti della memoria collettiva, questioni attuali e distopie future, confermando il Premio Zavattini come uno dei principali laboratori della nuova generazione di filmmaker italiani interessati ad un confronto inventivo, etico e poetico con i patrimoni conservati agli archivi filmici.
Al termine dei lavori, la Giuria ha designato all’unanimità quali vincitori della decima edizione del Premio Cesare Zavattini i seguenti progetti:
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Amico mio", di Flavio Condemi ed Emanuele Tresca "
per la proposta di un percorso dove l'atto di fare un film insieme diventa il luogo per superare un tragico trauma personale, in cui l’esplorazione della memoria e del materiale d’archivio familiare non è uno mezzo per cristallizzare il passato, ma per lasciarlo andare".
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Fuori di te, me", di Anna Coccoli "
per la capacità di proporre una narrazione sul tema del doppio e della gemellarità con ironia e insieme con profondità, attraverso un riuso brillante del cinema d’archivio, che nel mito e nel paradosso trova una chiave d’accesso ad una dimensione intima e personale".
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Uno è un bastone", di Giada Cicchetti e Agnese Rizzari "
per l’intento di rivitalizzare lo sguardo sull'identità della resistenza palestinese, attraverso l'uso di una filastrocca araba che diviene abbecedario poetico, nutrendosi delle immagini dell’archivio di Monica Maurer sulle quali, insieme ai suoni, si innestano procedimenti trasformativi e sperimentali".
La Giuria ha inoltre assegnato all’unanimità una
Menzione speciale al progetto
Fuori rotta, di Jacopo De Falco "
per la capacità di proporre una storia poco nota, quella della creazione di uno “zoo umano” di famiglie africane, nel 1940, per celebrare il colonialismo fascista nella Mostra d’Oltremare a Napoli, in cui il luogo stesso diviene protagonista e segno dell’oscenità e dell’abbandono cui andarono incontro uomini e donne, memorie e cose, con l’inizio della guerra e il passare degli anni".
Il presidente della Giuria Stefano Savona, insieme ai componenti Antonio Bellia, Francesca Cadin e Aline Hervé (assente per motivi personali Patrizia Cacciani), ha sottolineato la maturità complessiva dei progetti presentati e l’attenzione condivisa verso forme di cinema capaci di interrogare criticamente l’archivio, evitando ogni approccio illustrativo o nostalgico. Hanno assistito ai lavori della Giuria il direttore del Premio Antonio Medici, la coordinatrice Aurora Palandrani e la responsabile tecnica Milena Fiore.
Il
Premio Cesare Zavattini, promosso e curato dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), nasce con l’obiettivo di sostenere giovani autrici e autori nello sviluppo di opere cinematografiche basate sul riuso creativo delle immagini d’archivio, incoraggiando uno sguardo contemporaneo capace di mettere in relazione la memoria con le urgenze del presente. Nel corso delle sue dieci edizioni, il Premio si è affermato come un laboratorio di ricerca e sperimentazione, contribuendo alla crescita di nuove voci del cinema italiano.
03/02/2026, 11:21