Note di regia di "Il Dono: la Storia della Medium Sonia Benassi"
Il progetto nasce dall’incontro fortuito dei due registi, Niccolò Lorini e Pantaleone A. Megna, con la medium Sonia Benassi. La loro curiosità è scaturita da un’esperienza toccante: l’incontro con dei genitori che avevano perso una bambina e che, grazie a Sonia, avevano ritrovato la forza di vivere, colmi di una serenità nuova e di una speranza che solo quel misterioso legame con l’aldilà sembrava poter offrire.
Da quell’incontro è nato il desiderio, assieme a Sonia e al marito Massimo, di raccontare una storia che mettesse in luce non tanto il fenomeno paranormale, quanto il valore umano e spirituale del “dono” di Sonia — un dono che si manifesta attraverso l’ascolto, la sensibilità e la capacità di dare conforto a chi vive il dolore della perdita.
Realizzato con un budget indipendente e risorse limitate, Il Dono è un documentario intimo, costruito con rispetto e autenticità. I registi hanno scelto di dare spazio a più prospettive: quella della scienza, rappresentata da una ricercatrice che guarda il fenomeno con curiosità ma anche scetticismo; quella del giornalismo, che indaga con rigore e spirito critico; e quella della fede, affidata alla parola di un sacerdote che riflette sul mistero dell’anima e della vita oltre la morte.
Il film non cerca di fornire risposte definitive, ma di aprire un dialogo. Ogni testimonianza, ogni sguardo, ogni silenzio contribuisce a costruire un mosaico di emozioni e domande condivise, dove il confine tra realtà e spiritualità diventa terreno d’incontro.
Daniele Bossari con sensibilità e misura accompagna Sonia nelle sue riflessioni, ponendo le stesse domande che ciascuno di noi vorrebbe fare. La sua presenza diventa un filo narrativo discreto ma essenziale, capace di trasformare l’inchiesta in un viaggio interiore.
Il Dono - Storia della medium Sonia Benassi è, in fondo, un racconto sull’amore che resiste alla perdita, sulla speranza che si rinnova e sulla possibilità che, anche oltre la vita, esista ancora un modo per sentirsi vicini.
Niccolò Lorini e
Pantaleone A. Megna