Note di regia di "I Sogni del Vicolo"
Nel 2003 ho incontrato un gruppo di giovanissimi che abitavano il mio stesso vicolo. Hanno bussato alla porta di casa mia per una colletta che stavano organizzando: volevano vedere la strada in cui vivevamo addobbata per la vittoria dello scudetto. Ho messo la telecamera tra di loro, senza che ci fosse una produzione o altri elementi tecnici. Non c’era troupe, non c’erano ciak e loro credettero che fosse solo una prova, perché immaginavano che un film o un documentario fosse qualcosa di più ingombrante. Così la macchina da presa è rimasta alla loro altezza, anche nei tagli di inquadratura. Mentre tutta la città si stava preparando con addobbi, nastri e scritte, il nostro vicolo, vico San Mandato, era ancora spoglio, lontano dai festeggiamenti, come a voler segnare una distanza dalla spensieratezza di quel momento. I litigi all’interno del vicolo e le sofferenze di una vita reale sembravano aver ammazzato la spinta di entusiasmo che stava investendo l’intera città. Per i ragazzini del vicolo, però, era diverso: loro volevano festeggiare. I soldi non c’erano e così iniziarono a chiederli casa per casa, bussando anche nei palazzi del vicolo che non avevano mai visto dall’interno. Avevano età diverse, ma idee chiare. Dai dieci ai quindici anni, amici da sempre. La vittoria dello scudetto li fece uscire dal vicolo e il film racconta questo loro camminare verso piazze diverse, sognando un futuro da campioni. Quel pezzo di racconto divenne un cortometraggio. Però sentivo che era un racconto a metà, fermo in un’infanzia che già iniziava a perdersi. Quando ho lasciato la mia casa nel vicolo, ho tenuto i contatti con i protagonisti del film. Dopo due anni, il Napoli è tornato a essere una squadra che poteva giocarsi lo scudetto. Loro, però, sono cambiati e il calcio non faceva più parte del panorama dei loro sogni. È iniziato così un nuovo racconto, dove non c’era più tempo per striscioni e addobbi nel vicolo. Sono entrati nella storia il lavoro minorile, i casi di cronaca violenta, gli sfratti e i disagi sociali, ma l’amicizia fra di loro è rimasta intatta. I sogni individuali sono cambiati, ma il loro legame sembra indissolubile e culmina in un momento di gioia con un nuovo scudetto della loro squadra del cuore.
Lorenxo Giroffi