EMINE MERYEM - "Afife sono io. Sogno un film con Alice Rohrwacher"
"In Italia non mi conoscete? Neanche in Turchia finora, a dire la verità...": con grande spontaneità e autoironia l'attrice italo-turca
Emine Meyrem, protagonista della nuova serie "Amare e perdere", disponibile su Netflix, si presenta ai lettori e alle lettrici di Cinemaitaliano.info.
"La mia apparizione nella serie è stata uno choc in Turchia, non rispondo ai canoni di bellezza tipici delle serie turche!", aggiunge.
Come le hanno proposto questo ruolo?
Tutto è partito da Yavuz Turgul, nome forse all'estero poco noto ma un grandissimo autore, negli anni 80 ha davvero rivoluzionato il cinema turco, il pubblico ha iniziato a vedere i nostri film grazie a lui. I suoi lavori sono popolari e d'autore, sono film mitici, io andavo con mio padre da bimba sempre a vederli, era un evento ogni volta.
Ho fatto un provino per lui nel 2017 per il suo ultimo film, ben due mesi di provino, ci siamo parlati al telefono, su Skype, ci siamo anche visti... alla fine quel ruolo non è andato a me, una scelta che ritengo giusta, ma 7 anni dopo mi ha chiamato per questa serie.
E cosa le ha detto?
Mi è bastato leggere la descrizione del personaggio per capire che andava bene per me, non oso dire che l'abbia scritta per me ma mi ha detto da subito che non pensava ad altre attrici per Afife, anche se ha dovuto poi lottare con la produzione per convincerli a prendere un'attrice sconosciuta, con 3 followers su Instagram...
Sono anche ariete come lei: non credo molto nell'oroscopo, ma a lui non sfugge niente, aveva visto in me Afife, io sono stata stupita di vederla così simile a me, lei parla senza filtri, è una donna libera, ci sono tantissimi punti comuni tra noi.
E' arrivato in un momento speciale, in cui pensavo che forse questo lavoro non faceva per me, facevo un film ogni tre anni... e poi questa sorpresa!
Accanto a lei c'è Ibrahim Celikkol, una star notissima in tutto il mondo.
Abbiamo un approccio molto diverso, lui è una vera star, lavora a catena, in lunghe serie, è abituato al set, viene, fa le scene e se ne va, io di solito rifletto di più sui personaggi, li preparo a lungo, mi ha un po' sorpresa questo suo modo di lavorare! Mi piace, insieme ai colleghi, lavorare sui personaggi per creare insieme i rapporti, lui invece era un po' inaccessibile: in questo senso però mi ha dato una grande lezione, guardando la serie quel che conta è il risultato, e noi sullo schermo siamo credibili come coppia. Merito della sua grande esperienza.
Come si spiega, avendo sangue italiano e turco, il grande successo delle serie turche in Italia?
Sono cresciuta in una famiglia che a tavola parla entrambe le lingue, divisa tra i due paesi. Per me non è una sorpresa, ci assomigliamo tantissimo, abbiamo le stesse passioni, anche i turchi possono parlare di cibo per ore, e mentre pranzano discutono della cena... il Mediterraneo ci unisce, le nostre serie piacciono molto anche nel Maghreb, in Spagna... abbiamo un sacco di punti di contatto.
Nota che qualcosa sia già qualcosa nella sua carriera dopo questa serie?
Lo ammetto, non sono mai stata così esposta nella mia carriera!
Io faccio tantissimo teatro delle ombre - una tradizione turca che rivedo in chiave contemporanea - solo con la voce, il raccontare una storia mi dà piacere in ogni modo. Ma ora sono sotto i riflettori, un pubblico largo mi ha scoperto: staremo a vedere, tante volte ho creduto di avercela fatta... ora sono prudente, meglio.
E il cinema italiano lo vorrebbe frequentare?
Mi piacerebbe! Mi spiace che gli italiani non mi conoscano ancora bene, ora forse un po' di più, forse raggiungerò gli autori che amo... vorrei lavorare con donne, se possibile, anche se ammiro tanti maschi, come Scorsese, ma lo sguardo di una donna in un film mi piace. Il mio sogno? Recitare per Alice Rohrwacher, quanto mi piacerebbe lavorare con lei!
23/01/2026, 11:31
Carlo Griseri