Note di produzione di "Giulio Regeni: Tutto il Male del Mondo"
Questa è una storia importante.
È iniziata un anno e mezzo fa quando Simone Manetti Emanuele Cava e Matteo Billi mi hanno avvicinato chiedendomi se avessi voluto produrre il documentario a cui Emanuele lavorava già da molti anni. Da quel momento è cominciato un viaggio che ci ha portati a stringerci attorno a un progetto complesso e delicato.
Fin dall’inizio, la famiglia di Giulio ha scelto di affidarsi esclusivamente a noi, permettendoci di realizzare questo film e di accompagnarli nel racconto della loro battaglia. Una fiducia profonda, mai scontata, che abbiamo sentito come una grande responsabilità e per la quale
desidero ringraziarli personalmente.
Un lavoro che ha significato ripercorrere le tappe di una vicenda dolorosa e di un processo ancora in corso, nel tentativo di restituire allo spettatore il lungo calvario che i genitori di Giulio, insieme a tutti noi come cittadini, stiamo attraversando nella ricerca della verità e della giustizia.
Abbiamo cominciato questa avventura confidando di trovare fin da subito un sostegno produttivo. Quando questo non è accaduto, nessuno ha però pensato di fermarsi. Il progetto è andato avanti grazie all’impegno e alla determinazione delle persone coinvolte.
Ganesh Produzioni ha sostenuto il progetto. Simone Manetti, Emanuele Cava e Matteo Billi hanno lavorato volontariamente per dodici mesi, accompagnando il film fino al suo completamento.
Nel nostro percorso abbiamo poi incontrato Domenico Procacci e Fandango, insieme ad altre realtà che hanno scelto di affiancarci: Hop Film, 5 e 6, il musicista Di Mauro, Percettiva, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, aziende e amici che desideriamo ringraziare sinceramente per essersi messi a disposizione del progetto e averci permesso di portarlo a termine.
Pensiamo che ne sia valsa la pena, come cittadini prima ancora che come professionisti, per offrire un contributo alla ricerca della verità e della giustizia per Giulio, e come segno di vicinanza ai suoi genitori e all’avvocata Alessandra Ballerini.
Mario Mazzarotto ed
Agnese Ricchi