PLAYING GOD - Oltre 227 mila visualizzazioni
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Playing God dopo dieci giorni di streaming su YouTube, un risultato straordinario che segue l'annuncio degli Academy Awards® in cui l'opera diretta da Matteo Burani risulta unica produzione italiana nelle shortlist dell'edizione in programma il 16 marzo (le cinquine finaliste saranno annunciate il 22 gennaio).
Si tratta di una prima volta per l'Italia: non era finora mai successo che un nostro cortometraggio di animazione entrasse nella shortlist a 15 per Best Animated Short Film.
Ora disponibile anche su Rai Cinema Channel, Playing God ha visto impegnato il gruppo di lavoro in una distribuzione internazionale che lo ha portato ad ottenere 92 premi, tra cui il Grand Prix per il Miglior cortometraggio d'animazione in due festival Oscar®-qualifying, ossia Tribeca e Animayo.
Il tour ha avuto inizio dopo la première alla Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia - dove il corto è stato dapprima selezionato dal gruppo di film programmers guidato da Beatrice Fiorentino e poi lodato, tra gli altri, da Zerocalcare, in un percorso che lo ha visto aggiudicarsi anche il Nastro d'Argento.
Il bolognese Matteo Burani, anche artista e scultore, tra i fondatori di Studio Croma, si è detto "orgoglioso che Playing God sia riuscito a portare al centro dell’attenzione un immaginario fatto di creature imperfette, disturbanti, persino scomode. Anche da ciò che spaventa o respinge può nascere ispirazione, soprattutto per chi cresce sentendosi “diverso”. Burani ha spiegato che "questo cortometraggio vuole essere un inno agli emarginati, ai giudicati, ai rinnegati: a tutti coloro che cercano un senso di appartenenza. Nel film, la vera forza nasce quando queste fragilità si riconoscono e si uniscono. Perché alla fine, anche un Dio creatore che si crede onnipotente può ritrovarsi solo e in minoranza di fronte al dolore che ha generato".
Arianna Gheller, animatrice e produttrice di origine veneta, ha espresso "il senso di responsabilità e insieme di gioia" provato dal team a seguito della notizia della shortlist: "Per noi, partiti da zero - senza immaginare che questa produzione ci avrebbe impegnato complessivamente per sette anni - significa una rivincita. Ed è la prova tangibile che in Italia si può ambire, nonostante le molte difficoltà che incontra anche chi lavora sodo, a grandi riconoscimenti. Questa è la lezione che abbiamo appreso e che ci motiverà a dare il meglio nei nostri prossimi progetti." E ancora, "l'auspicio che la notizia di uno studio tutto italiano in shortlist per l'Oscar® possa trainare l'emersione dei tanti talenti che nel nostro paese portano innovazione e che meritano di farsi apprezzare in contesti internazionali e prestigiosi”.
Ammiratori di Aardman e Laika e di autori quali Dario Argento, Mario Bava, Tim Burton, Jan Švankmajer, Henry Selick e Wes Anderson, i membri di Studio Croma condividono "il pensiero di Guillermo del Toro secondo cui l'animazione è un mezzo, non un genere" e si augurano quindi "che la visibilità di cui godiamo adesso possa incoraggiare altri connazionali nel nostro settore, e portare una boccata d’aria fresca nell'industria dell'animazione in Italia, affinché continui a sperimentare e a sognare un futuro migliore.
Due importanti dichiarazioni di sostegno a Playing God sono arrivate dall'estero: Ben Thompson, selezionatore dei cortometraggi di Tribeca Film Festival, ha dichiarato: "è un capolavoro da incubo che esplora la creazione, la vita e la ricerca di un significato. Uno dei film d'animazione più straordinari e unici che abbia mai visto", mentre per Damián Perea, Direttore di Animayo, "il mondo ha bisogno di più cortometraggi come Playing God, audaci e coraggiosi, perché questo è proprio lo scopo del formato breve: sperimentare, esplorare, superare i confini e portare la creatività oltre i limiti".
Riflessione sulla fragilità umana, sull’emarginazione e sul bisogno di appartenenza, il cortometraggio Made in Bologna racconta di come il rifiuto e il giudizio possano condizionare ogni individuo, ma anche di come l’unione e la resilienza possano trasformare uno stato di marginalità in forza e in senso di comunità.
02/01/2026, 20:20