Note di regia di "Confiteor - Come Scoprii
che Non Avrei Fatto la Rivoluzione"
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Confiteor - Come Scoprii che Non Avrei Fatto la Rivoluzione", è un film nato da diverse congiunture e suggestioni, alcune molto personali, autobiografiche. È una storia di rabbia, tenerezza, ironia, cinismo, fragilità, furore, violenza, a volte inconsapevole, nascosta, velata, a volte ben consapevole, subdola, premeditata, la violenza nei gesti e nei pensieri, negli sguardi e nelle parole, motore invisibile delle azioni dei personaggi e, che ci piaccia o no, forma elementare dell'agire umano. Una commedia amara che si trasforma costantemente in dramma, poi ritorna commedia e viceversa. Un racconto dove veleno e antidoto convivono contemporaneamente negli stessi occhi, nelle stesse parole, negli stessi corpi, degli stessi protagonisti. Un'altalena di sentimenti dove bene e male oscillano continuamente. Un’eterna infanzia dove si combatte per sconfiggere il male e per raggiungere la luce, la serenità, la gioia di vivere, un’avventura amorosa senza preconcetti.
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Confiteor" è una storia vera e allo stesso tempo sognante, che nasce da ricordi, da situazioni vissute dall'autore in prima persona, elaborate, immaginate, da persone che lo stesso autore ha conosciuto, amato e odiato. Persone fragili, insicure, crudeli, eccessive, ingenue, stupide eppure brillanti, vulcaniche.
Personaggi realistici dunque, che possono diventare bombe a orologeria, pronte a esplodere, a commettere atti incoscienti, così, senza un significato univoco, senza rendersene conto, senza ricordarsi il perché delle loro azioni. "
Confiteor" è la storia di una caduta, una discesa verso il buio, lenta, inesorabile e irreversibile. E nello stesso istante è una storia luminosa, priva di rancore, dove l’amore trionfa grazie al candore e innocenza di un bambino. Perché in fondo è questa la vera Rivoluzione che ogni individuo dovrebbe vivere.
Un racconto di famiglia. La famiglia già raccontata negli altri film di Angius, "
Perfidia", "
Ovunque proteggimi" e "
I Giganti". Il primo racconta la distruzione di un piccolo nucleo familiare, il secondo film invece ne descrive la nascita. Confiteor è l'ideale unione di questi due conflitti, inizio e fine, ma persino, anche nuovo principio. Il film mette in scena la distruzione di una famiglia più ampia, come a voler simboleggiare la caduta di valori ancestrali, che parevano immutabili, assoluti, e che invece si piegano, investiti dalla contemporaneità, schiacciati dalle mille contraddizioni che la società dei consumi inevitabilmente porta con sé. "
Confiteor" unisce dunque i percorsi intrapresi precedentemente per creare un'opera a sé stante, che abbia la capacità, artistica e quasi terapeutica per il suo autore, di dissolvere i fantasmi del passato.
Bonifacio Angius