Note di regia di "(Im)Perfetta"
Cosa succede quando iniziamo a credere più ad uno schermo che a noi stessi?
Immersi in una narrazione fatta di filtri, like, corpi impeccabili e consigli non richiesti, la felicità diventa una prestazione, la vulnerabilità un difetto da correggere e l’autenticità un atto di coraggio.
(Im)perfetta racconta questa tensione silenziosa, che tocca soprattutto i più giovani. Elena è il volto di chi si sente fuori posto in un mondo che a parole celebra la libertà di essere sé stessi, ma che nei fatti impone modelli irraggiungibili. Lei inciampa, si fida delle persone sbagliate, fatica ad accettarsi. E proprio per questo è vera. Sui social, ogni insicurezza viene nascosta, ogni fragilità raccontata solo dopo essere stata superata, ogni imperfezione smussata da un filtro. (Im)perfetta parla di corpo, di identità, di autostima. Ma soprattutto racconta la scelta silenziosa e potente che facciamo davanti allo specchio: continuare a fingere o ricominciare da noi stessi. È un racconto tenero, ironico, ma anche duro. Perché la pressione invisibile, che ci imponiamo o che subiamo, lascia segni profondi. Il punto non è condannare i social, ma imparare ad usarli senza esserne schiacciati. In un mondo che premia l’apparenza più della sostanza, e la finzione più della verità, rischiamo di dimenticare ciò che conta davvero: noi, con i nostri corpi, le nostre storie, la nostra splendida imperfezione che ci rende unici.
Nicolò Bressan degli Antoni