FRANÇOIS TRUFFAUT COLLECTION - 20 film del regista tornano in
sala, in streaming e in home video in versione restaurata
I Wonder Classics, il ramo di I Wonder Pictures che si occupa della riproposizione dei classici del cinema sul piccolo e grande schermo, è orgogliosa di annunciare l’acquisizione e l’imminente riproposizione in sala e non solo del patrimonio cinematografico del grande regista francese
François Truffaut (1932-1984).
Venti titoli della filmografia del cineasta parigino torneranno a disposizione del pubblico italiano, in versione restaurata. Sarà l’occasione per riscoprire, o scoprire per la prima volta, l’opera di uno dei padri della Nouvelle Vague, sia nella magia della sala cinematografica, che comodamente a casa propria – in streaming su IWONDERFULL Prime Video Channel o in esclusive edizioni home video.
Tra gli obiettivi del progetto c’è anche quello di portare il cinema di Truffaut alle nuove generazioni, un contatto che sarà favorito da una serie di proiezioni speciali per gli studenti delle scuole medie e superiori legate al progetto I Wonder Scuole.
Il progetto
François Truffaut Collection prende il via nel 2025 e culminerà nel 2032 in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita del regista francese. È realizzato in collaborazione con WISE Pictures, Unipol Biografilm Collection, Cineteca di Bologna e CG Entertainment.
I TITOLI DELLA FRANÇOIS TRUFFAUT COLLECTION
L’età difficile (Les Mistons, cortometraggio) (1957)
Cinque ragazzi trascorrono le loro giornate spiando una giovane e bellissima donna, Bernadette (Bernadette Lafont), e il suo fidanzato Gérard.
I 400 colpi (Les quatre-cents coups) (1959)
Antoine Doinel – il giovanissimo Jean-Pierre Leaud al suo debutto cinematografico – riceve per punizione un compito per casa, che non riesce a fare. Così, il giorno dopo, non osando entrare in classe, Antoine, insieme al suo migliore amico, René, scopre la gioia di marinare la scuola. Quel pomeriggio, incontra sua madre al braccio di uno sconosciuto. Sopraffatto da questa visione, scappa. Finisce in una stazione di polizia, poi in un Centro di Osservazione per Delinquenti. Antoine un giorno si rassegnerà alla vita?
Tirate sul pianista (Tirez sur le pianiste) (1960)
Charlie (Charles Aznavour), ex-pianista di successo ridotto a suonare in locali malfamati dopo il suicidio della moglie, si lega alla lavorante del dancing e uccide, per legittima difesa, il proprietario del locale, innamorato della ragazza. Truffaut rilegge i canoni del genere noir inserendo elementi comici e parodistici in una vicenda dai contorni drammatici.
Jules e Jim (Jules et Jim) (1962)
Jules, timido scrittore austriaco, e Jim, affascinante giornalista francese, sono amici per la pelle a Parigi. La loro amicizia viene messa alla prova quando incontrano la spensierata e imprevedibile Catherine. Questo triangolo amoroso viene interrotto dalla Grande Guerra, ma si rafforza ulteriormente dopo di essa, per poi svanire all’inizio degli anni ‘30. Tratto dal romanzo di Henri-Pierre Roche.
Antoine e Colette (cortometraggio) (1962)
Parte del film collettivo a episodi L’amore a vent’anni (L’Amour à vingt ans), al quale hanno partecipato anche registi come Shintarô Ishihara, Marcel Ophüls, Renzo Rossellini e Andrzej Wajda. Ora diciassettenne, Antoine (Jean-Pierre Léaud) ha un lavoro stabile presso la fabbrica di dischi Philips e vive da solo, avendo abbandonato la famiglia. Durante un concerto, si innamora perdutamente di una sua coetanea, Colette (Marie-France Pisier).
La calda amante (La peau douce) (1964)
Pierre Lachenay (Jean Desailly), celebre editore e scrittore, sposato con Franca e padre di una bambina, conosce durante un viaggio di lavoro a Lisbona una giovane e affascinante hostess di nome Nicole (Françoise Dorléac). Tra i due scoppia una relazione clandestina.
Baci rubati (Baisers volés) (1968)
Antoine Doinel, ormai ventenne, dopo essere stato congedato dall’esercito, senza un lavoro fisso e in cerca di una direzione, si imbatte in una serie di buffi e fallimentari tentativi di trovare la sua strada nel mondo degli adulti e dell’amore. Inizialmente, lavora come portiere di notte, ma viene licenziato per la sua goffaggine. Successivamente, si impiega come investigatore privato, un ruolo che gli permette di entrare in contatto con le eccentricità delle persone.
La mia droga si chiama Julie (La sirène du Mississippi) (1969)
Louis (Jean-Paul Belmondo) è un ricco produttore di tabacco nell’isola di Reunion. Ha un’amicizia epistolare con Julie, che un giorno arriva dalla Francia. La ragazza (Catherine Deneuve) non assomiglia per niente alle foto che aveva mandato, ma Louis la sposa accecato dalla sua bellezza. Ma cosa si nasconde veramente dietro il volto angelico di Julie?
Il ragazzo selvaggio (L’enfant sauvage) (1970)
Sul finire del Settecento, in una foresta francese, viene trovato un bambino di circa dodici anni che vive allo stato selvaggio. Il ragazzo, Victor, è totalmente privo di parola, di gesti e di qualsiasi conoscenza sociale. Il dottor Jean Itard (interpretato dallo stesso Truffaut) decide di prenderlo in cura, portandolo nella sua casa di campagna, e inizia un lungo e paziente percorso per educarlo.
Le due inglesi (Les deux anglaises et le continent) (1971)
Agli inizi del XX secolo, il giovane parigino Claude Roc (Jean-Pierre Léaud), critico d’arte di buona famiglia, viene invitato dall’amica Anne a trascorrere l’estate nel Galles, presso la sua famiglia. Lì, Claude conosce e s’innamora della sorella di Anne, la timida e riservata Muriel.
Mica scema la ragazza! (Une belle fille comme moi) (1972)
Stanislas Prévine (André Dussollier), è un ingenuo e meticoloso sociologo che sta scrivendo un saggio sulla criminalità femminile. Per il suo studio, decide di intervistare una detenuta di nome Camille Bliss (Bernadette Lafont), accusata di aver ucciso il marito e altri uomini, ma finisce per essere completamente sedotto dal carattere della donna.
Adele H. - Una storia d’amore (L’histoire d’Adèle H.) (1975)
Nel 1863, la giovane Adèle Hugo, figlia del celebre romanziere, interpretata da una magistrale e giovanissima Isabelle Adjani, arriva a Halifax, in Nuova Scozia (Canada). Il suo unico scopo è inseguire il tenente Albert Pinson, un ufficiale inglese che l’ha sedotta e poi abbandonata a Guernsey.
Gli anni in tasca (L’argent de poche) (1976)
Delicato e corale affresco del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, il film non segue una trama lineare, ma è piuttosto una serie di brevi episodi che catturano la vita quotidiana dei bambini e dei ragazzi. Truffaut si muove tra le loro esperienze con un tocco leggero e affettuoso, mostrando sia la gioia e la spensieratezza che le difficoltà e le piccole tragedie di quel periodo della vita.
L’uomo che amava le donne (L’homme qui aimait les femmes) (1977)
Bertrand (Charles Denner) è un ingegnere di professione, ma la sua vera vocazione è rincorrere e conquistare le donne. Non ha un’unica relazione stabile, ma vive la vita come una continua caccia, un’incessante ricerca del fascino femminile. Le donne che incontra diventano le sue muse, e ogni conquista è per lui fonte di ispirazione, al punto d’iniziare a scrivere un romanzo.
La camera verde (La chambre verte) (1978)
La vita di Julien Davenne (interpretato dallo stesso Truffaut) è consumata dal ricordo di sua moglie, Julie, scomparsa undici anni prima. Julien ha dedicato una stanza della sua casa alla memoria di Julie, la “camera verde” del titolo, dove conserva tutti i suoi oggetti personali, le foto e i vestiti. Quando Julien incontra Cecilia (Nathalie Baye), tra i due si crea un legame profondo e silenzioso, un’intesa che li porta a condividere un mondo fatto di assenze e ricordi.
L’amore fugge (L’amour en fuite) (1979)
Mentre si prepara a lasciare la sua vita matrimoniale con Christine (Claude Jade), Antoine Doinel incontra una sua ex fidanzata, Colette (Marie-France Pisier), che ha sposato un suo amico. I due si ritrovano e iniziano a riflettere sul loro passato e sulle scelte che hanno fatto.
L’ultimo metrò (Le dernier métro) (1980)
Storia d’amore e avventura, ambientata nel 1942 a Parigi, nel mondo del teatro durante l’occupazione. Lucas Steiner, ebreo tedesco rifugiatosi a Parigi all’inizio del nazismo, è costretto a nascondersi e lascia alla moglie Marion (Catherine Deneuve) il compito di dirigere il prestigioso Théâtre Montmartre.
La signora della porta accanto (La femme d’à côté) (1981)
Il destino fa incontrare due amanti, che si erano lasciati sette anni prima, e adesso per fatalità si ritrovano vicini di casa nella tranquilla Grenoble. Bernard (Gerard Depardieu) e Mathilde (Fanny Ardant) adesso sono entrambi sposati con altri, ma riusciranno a rimanere solamente amici?
Finalmente domenica! (Vivement dimanche!) (1983)
Un agente immobiliare (Jean-Louis Trintignant) è sospettato di una serie di omicidi. La sua intraprendente segretaria (Fanny Ardant) cerca di scagionarlo dalle accuse. Omaggio dichiarato ai B-movies americani anni ‘50, girato in bianco e nero, l’ultimo film di Truffaut mescola sapientemente commedia e atmosfere da giallo.
30/08/2025, 11:34