Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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BERGAMO FILM MEETING 41 - "Le proprieta' dei metalli"


BERGAMO FILM MEETING 41 -
L’ultimo film della mostra concorso della 41.ma edizione del Bergamo Film Meeting è “Le proprietà dei metalli” del regista italiano Antonio Bigini.

Le proprietà dei metalli è il primo lungometraggio di finzione per il documentarista Antonio Bigini. Il film è liberamente ispirato alla vicenda dei cosiddetti minigeller, cioè quei bambini che alla fine degli anni ’70, dopo aver assistito all’esibizione televisiva dell’illusionista Uri Geller, apparentemente in grado di piegare chiavi e cucchiai al solo tocco, hanno cominciato a manifestare fenomeni simili.

A partire da questa storia, Bigini costruisce un’opera dall’aspetto fiabesco che utilizza la materia scientifica e paranormale per entrare in contatto con il mondo invisibile, quello che si muove sotto la superficie insieme ai sentimenti più profondi dell’universo preadolescenziale. Anni ’70, appennino romagnolo. In un paesino di montagna, Pietro, un bambino cresciuto col fratellino da un padre ( padrone ) duro e asfissiato dai debiti, sembra manifestare alcune doti misteriose: riesce a piegare i metalli con le mani. Per questa ragione un professore americano incuriosito inizia a far visita regolarmente a Pietro.

Gli esperimenti sono una gradita distrazione per il bambino, perché nonostante le giornate sembrino scorrere tranquille tra passeggiate nel bosco e giochi con gli amici, l’esistenza famigliare è dura: debiti non saldati aleggiano nell’aria, insieme a ferite ancora aperte nella storia della famiglia. Il dono del ragazzo diventa così speranza in un futuro migliore, per sé stesso e per tutta la famiglia, con le conseguenti responsabilità del caso.

“Nel mondo ci sono molte forze invisibili, ma la gente ha smesso di crederci. Il nostro lavoro serve a mostrarle a tutti“. Così il professore, rassicurante e buono come un vero padre, interpretato da David Pasquesi, tenta di spiegare al giovane Pietro la natura dei suoi studi, Il ragazzo viene così catapultato in una realtà molto diversa dalla sua, dove gli uomini, al contrario di suo padre, indossano giacca e cravatta e parlano in maniera forbita.

In questo nuovo mondo Pietro dovrà riuscire a “dimostrare” le proprie capacità sotto osservazione e in una fase sperimentale. Ma può essere realmente possibile osservare e registrare un effetto paranormale? Ciò che emerge da Le proprietà dei metalli è l’inquietudine adolescenziale che cova nell’animo del protagonista dodicenne. Un desiderio di ribellione che si percepisce nei lunghi silenzi e negli sguardi intensi del ragazzo, e che solo in alcune occasioni sembra iniziare a fuoriuscire, come negli scontri col padre e con gli amici.

Da segnalare, oltre alla presenza in sala del regista, che ha risposto alle numerosissime domande e curiosità degli spettatori, l’arrivo fuori programma del protagonista bambino Pietro che, intervistato (forse era la prima volta), ci ha fatto tutti sorridere.

18/03/2023, 08:23