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Note di regia di "Falla girare"


Note di regia di
In un mondo distopico dove le piante di marijuana sono ufficialmente estinte, un influencer in caduta libera, Natan, trova per caso l’ultimo esemplare superstite. Quindi, deciso a restituire al mondo il “prezioso” vegetale, mette su una scalcagnata banda di looser e decide di tentare il tutto per tutto. Questo è l’incipit di un’action-comedy in cui gli ingredienti tipici della commedia nostrana si fondono con il genere poliziesco per dar vita a una miscela fatta di risate, sentimento e azione. Amalgamare elementi così diversi fra loro impone una regia attenta e ponderata: la linea sentimentale, che per sua natura richiede un approccio più realistico, è antitetica rispetto alla comicità, che spesso predilige un’espressione decisamente più sopra le righe. A bilanciare i due elementi è proprio l’action, che si posiziona nel mezzo fra un’ambientazione verosimile, come quella della camorra o della mafia cinese, e una messinscena che riserva alcuni momenti di puro divertimento, come i combattimenti con i malviventi asiatici o l’insolita connotazione del capo dei camorristi. Dal punto di vista tecnico a comandare è invece senza dubbio il “genere”: montaggio, musiche, fotografia e movimenti della macchina da presa sono quelli tipici del film d’azione anche se ad incarnare i classici eroi, qui troviamo un gruppo di protagonisti decisamente inadeguato allo scopo. Ed è proprio questa loro diversità a scaldare il racconto umano per rendere dapprima divertente, poi via via sempre più emozionante, tutta la storia. Dietro l’apparente superficialità, Natan nasconde un’indole malinconica e generosa che si manifesta maggiormente nel suo rapporto con il fratello ritardato. Sarà proprio questo aspetto a far infatuare Sara, la bella poliziotta infiltrata nella banda, creando l’ulteriore linea romantica nel variegato racconto. Una commedia insolita e multiforme che, pur ambientandosi a Napoli, di cui mantiene viva una spiccata identità, vuole strizzare l’occhio al cinema internazionale attraverso una mescolanza di generi e un uso sapiente della parte tecnica.

Giampaolo Morelli