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GIORNATE DEGLI AUTORI 18 - L'apertura da Venezia all'Oriente


GIORNATE DEGLI AUTORI 18 - L'apertura da Venezia all'Oriente
È un’altra “via della seta”, un’antica tradizione di fratellanza tra Venezia e l’Oriente quella che caratterizza la giornata d’apertura delle Giornate degli Autori. La selezione ufficiale è inaugurata dall’opera d’esordio di Chen Guan Che porta a Venezia Shen Kong. Le Notti Veneziane propongono invece il ritorno alle Giornate di Andrea Segre, uno degli autori italiani più stimati e prolifici dell’ultima generazione che proprio dieci anni fa debuttava nel lungometraggio alle Giornate con Io sono Li in un universo sospeso tra Chioggia e la Cina. Il suo nuovo film, in anteprima nella nuovissima Sala Laguna, porta un titolo emblematico, Welcome Venice, una storia di fratellanza, veneziana e universale insieme.

Le Giornate inaugurano la Selezione Ufficiale e le Notti Veneziane, la sezione curata in tandem con Isola Edipo, con due film molto diversi tra loro, non solo geograficamente, ma che hanno in comune l’urgenza di raccontare storie i cui protagonisti attraversano lo spazio in trasformazione che abitano, trasformandosi a loro volta. Chen Guan racconta l’amore al tempo del Covid con il suo primo lungometraggio Shen Kong (in concorso), un racconto lirico che - girato quasi di nascosto ai tempi del primo lockdown del 2020 - descrive le pulsioni giovanili nella desolazione di una città svuotata dal grande dramma che ha colpito il mondo un anno e mezzo fa. Welcome Venice di Andrea Segre (Notti Veneziane - Sala Laguna) è un film immerso nelle calli e nelle acque di una Venezia semi deserta in cui si riaffaccia lento il turismo post chiusura.

“In una selezione in cui il cinema guarda politicamente il mondo”, ha dichiarato Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate, “questo film indipendente girato in una non meglio identificata metropoli cinese resa deserta dalla quarantena e che racconta del vagare giocoso e allo stesso tempo malinconico di due giovani amanti ci è sembrata la scelta migliore da fare. Il regista veneziano, dopo dieci anni dal folgorante esordio Io sono Li, torna alle Giornate degli Autori per inaugurare questo spazio con un affresco allo stesso tempo fragile e potente che ritrae un mondo in bilico tra la necessità di tutelare le proprie radici e quello di vendere alcuni indispensabili e preziosi pezzi di sé.”

31/08/2021, 17:22