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SOUL TRAVEL - "Il mio viaggio, sul Kilimanjaro e dentro di me"


SOUL TRAVEL -
In arrivo in venti sale in tutta Italia a inizio agosto e poi a settembre protagonista di un mini-tour a Milano, Roma e Bari, "Soul Travel" di Guia Zapponi è un documentario di viaggio, all'interno e all'esterno di sé.

"L'idea - spiega la stessa autrice, regista e co-protagonista - è nata nel marzo 2020, quando tutti siamo rimasti rintanati per il virus e in me sono nate alcune domande: cosa voglio raccontare, quale urgenza sento di voler raccontare? Ho deciso di fare un viaggio interiore, anche perché il periodo ci costringeva a farlo. Negli ultimi 7-8 anni ho letto e studiato molto psicologia e filosofia, sono materie che mi interessano molto: ho capito che il mezzo cinematografico era quello più adatto per questo progetto".

Il documentario affronta il tema del viaggio, non solo fisico ma anche come percorso interiore: dal vulcano Kilimanjaro al percorso che conduce dall’ignoranza all’illuminazione. Protagonisti due uomini e due donne, messi alla prova lungo la strada tortuosa che porta a una meta affascinante e avventurosa e che, alla fine, li spingerà alla scoperta di se stessi.

"La prima idea era di andare in Tibet, sulle sue cime spirituali, come l'Everest. Ma a causa del Covid e non solo si è rivelato impossibile, sono felicissima però di aver dovuto spostare l'attenzione sulla Tanzania, sul Kilimanjaro. E' una montagna molto interessante, è facile da scalare anche per gente comune, io volevo con me persone che avevano qualcosa da raccontare, che volevano cambiare cose nella loro vita...".

Il volto più noto del gruppo è quello del cantante Gio' Sada. "Lui da X-Factor 2015 ha avuto un grande successo, ma non lo voleva in quel modo, lo cercava come cantautore e non come prodotto dello show business. Da tempo stava facendo con la sua musica un viaggio interiore simile al mio, è stato naturale coinvolgerlo nel progetto".

"Siamo partiti a ottobre 2020, ho avuto un cast e una crew eccezionali, in parte trovati in Tanzania: abbiamo lavoro con un'armonia di fondo incredibile, nessuno si lamentava, si è creata tra noi una forte amicizia. Di quel Paese si dice che ci si va per vedere gli animali, ma si torna per le persone: è verissimo".

"Nei 70 minuti di film non ho potuto mettere tutto, spero possa piacere perché l'ho fatto con onestà, passione e cuore, come tutto il gruppo. C'è dentro il percorso mio di questi anni, non ho niente da insegnare, è solo il racconto di ciò che mi è successo. Ho superato tante difficoltà, leggendo, studiando, sbagliando. Ho costruito questo documentario con l'umiltà di voler raccontare qualcosa, consapevole dei miei limiti".


Carlo Griseri