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ETHBET! - 10 anni dopo le rivolte di piazza Tahrir


Il nuovo documentario di Matteo Ferrarini, disponibile su Amazon Prime Video, racconta le storie di tre rivoluzionari e le conseguenze della loro disobbedienza al governo egiziano. Una produzione Small Boss


ETHBET! - 10 anni dopo le rivolte di piazza Tahrir
Ethbet! di Matteo Ferrarini su Amazon Prime Video
“A volte mi chiedo se un giorno quando ci domanderanno: “Da dove vieni?”, smetteremo di rispondere: “Dall’Egitto””. È quello che riflette Shaimaa con il suo amico Ali, entrambi attivisti in esilio in Europa da dieci anni, due dei tanti ribelli della Rivoluzione Egiziana costretti a lasciare la loro patria per sfuggire al carcere e alla morte certa. Quella che hanno visto in faccia nel gennaio 2011 in piazza Tahrir durante le proteste contro il regime egiziano di Mubarak quando vennero arrestati e torturati. All’estero tentano di ricrearsi un futuro e continuano a denunciare le violenze e i soprusi perpetrati dal governo di Al-Sisi per sensibilizzare l’opinione pubblica e i governi mondiali. C’è chi invece come Lofty è rimasto al Cairo continuando il suo attivismo vivendo con la paura costante per sé stesso e la sua famiglia.

Matteo Ferrarini segue i tre rivoluzionari nel quotidiano e nella lotta per le loro idee, per la libertà di espressione, segnati dal passato traumatico delle carceri egiziane e vivendo una vita sospesa tra la voglia di realizzarsi e l’opposizione a un regime militare che dopo la rivoluzione si è rafforzato ancora di più, nonostante le proteste riprese dai media di tutto il mondo e le ben note violazioni dei diritti umani. Fatti che riguardano da vicino anche l’Italia che, dopo il sequestro e l’omicidio del giovane ricercatore Giulio Regeni, sta tentando di ottenere la scarcerazione dello studente dell’Università di Bologna Patrick Zaki in carcere da più di un anno in Egitto, accusato ingiustamente di minaccia alla sicurezza nazionale e di sovversione e sottoposto a torture e violenze. Nel documentario però gli stessi attivisti parlano dei considerevoli rapporti commerciali tra l’Italia e l’Egitto che sembrano rallentare e ostacolare la liberazione dello studente. Sono solo alcuni degli interessanti e scioccanti aspetti che vengono affrontati in "Ethbet!", che in egiziano significa “resisti!”, grido di incitamento dei rivoluzionari, che fa un quadro esaustivo ed emotivo della situazione egiziana.

Ad arricchire la narrazione le animazioni realizzate da Francesco Vecchi che rappresentano i ricordi dei tre protagonisti, flashback inquietanti che descrivono con efficacia l’incubo vissuto: i rappresentanti del regime sono mostrati come delle mostruose presenze le quali grinfie arrivano ovunque per arrestare, torturare e uccidere, cancellando per sempre le vite e le speranze dei loro contestatori.

Dieci anni dopo piazza Tahrir cosa rimane della rivoluzione e dei suoi protagonisti? Matteo Ferrarini cerca di dare una risposta attraverso le loro voci e nel farlo consegna un documento molto importante per comprendere a fondo lo stato delle cose, fare nuova luce sulla repressione militare egiziana di un’intera generazione e riflettere su quanto sembra lontano un cambiamento epocale.

05/03/2021, 15:00

Caterina Sabato