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ANTONIO MOSTICCHIO - "... e io rimango aperto!"


Intervista al titolare del Multiplex Teatro Fasano di Taviano Antonio Mosticchio che ha lanciato l’hashtag #iorestoaperto come forma di protesta pacifica all’ultimo DPCM del Governo Conte.


ANTONIO MOSTICCHIO -
L'entrata del Multiplex di Taviano
Dopo l’entrata in vigore delle nuove misure per contenere la pandemia da Covid-19 varate dal Governo Conte tante sono state le proteste, pacifiche e non, delle varie categorie “colpite” dalle restrizioni. I cinema resteranno chiusi fino al 24 novembre ma c’è chi non ci sta: Antonio Mosticchio, titolare del Multiplex Teatro Fasano di Taviano, in provincia di Lecce, ha deciso di rimanere aperto, adottando un comportamento di disobbedienza civile. Come scrive sul profilo Facebook del cinema: “In questo momento storico il cinema è più che mai anche una forma di evasione e di arte che garantisce intrattenimento e un apporto terapeutico in un periodo di forte stress psicologico”. Anche perché “non ci sono stati focolai dovuti a cinema e teatri, che da sempre sono stati i luoghi più sicuri in quanto garantiscono il mantenimento della distanza di sicurezza, l'uso delle mascherine, il continuo ricambio di aria e la sanificazione dei posti a sedere.”

Ha pensato subito di attuare questa disobbedienza civile?

“Prima che venisse pubblicata la bozza definitiva del nuovo DPCM, quando ho capito che la situazione stava precipitando mi sono detto che dovevo fare qualcosa. La nostra categoria non è forte, non c’è nessuno che ci rappresenti che vada a Roma a battere i pugni, quindi ho deciso di rimanere aperto ma non mi aspettavo che da solo potessi attirare tutta questa attenzione mediatica, ed è stato positivo. Io ho cercato di invitare anche i miei colleghi esercenti a fare la stessa cosa ma non se la sono sentita”.

Com’è andato la prima sera di disobbedienza?

“Spettatori non ce ne sono stati perché fuori, d’avanti all’entrata del cinema, c’erano i carabinieri e la polizia quindi le persone non si sono neanche avvicinate perché avevano timore. La gente va al cinema per passare una serata diversa, per emozionarsi e non per pagare 400 euro di verbale, non era una condizione facile per venire a vedere un film. Ho parlato con le forze dell’ordine dopo aver chiuso il cinema, erano in tanti, c’era anche la Digos, non c’era bisogno di questo, pensavano forse di trovare gente che provocava e assembramenti ma non è stato così”.

Come sono andati questi mesi di riapertura?

“Fino al 19 agosto abbiamo lavorato poco, poi ci siamo un po’ ripresi. Domenica abbiamo fatto 400 euro di incasso che non facevamo da un po’ ed eravamo positivi perché con l’inverno viene più gente al cinema. Solo che ora il problema è un altro: io penso che il 24 novembre non ci sarà la riapertura perché ovviamente il virus non si fermerà e quindi prolungheranno le restrizioni, secondo me. Dovete pensare che noi lavoriamo maggiormente nei mesi di ottobre, novembre, dicembre e gennaio, questo significa che se continua così io non lavorerò e sarò davvero costretto a chiudere. Io ho una spesa fissa di 4700 euro per affitto e mutuo al mese, senza tener conto delle spese sostenute per mettere in sicurezza il cinema, per sanificare, seguendo attentamente le norme anti Covid, e non avrò la possibilità nei prossimi mesi di pagare quindi non ce la farò e sarà difficile poter riaprire il cinema, questa è la mia preoccupazione”.

Cosa ha ricevuto dallo Stato in questi mesi?

“3560 euro a fronte di un mancato guadagno dell’anno precedente di 60mila euro. Io considero lo Stato come un “padre”: ogni anno pago le tasse come tutti i cittadini corretti ma quando ci sono periodi così difficili lo Stato dovrebbe darmi una grande mano per superarli ma non lo sta facendo in questo caso, si sta comportando da cattivo “patrigno”. Io sto disobbedendo pacificamente per far capire allo Stato che le sue decisioni sono sbagliate”.

Il premier Giuseppe Conte incontrerà i rappresentati dell’Anec e dell’Agis per confrontarsi su questa situazione, cosa si aspetta?

“Forse anche la mia provocazione è servita per ottenere questo incontro. Io spero che chi ci rappresenta abbia la “formula magica” per far capire a Conte che non vogliamo gli aiutini, io voglio lavorare sempre perché solo così posso continuare a portare avanti la mia attività. Non so come andrà, so solo che bisognava ascoltare prima i rappresentati del settore cinematografico.”

27/10/2020, 22:42

Caterina Sabato