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Note di regia di "La Belva"


Note di regia di
"La Belva" è un film che ha l'obiettivo di intrecciare un racconto d'azione spettacolare con una storia familiare densa ed emotiva. Questi due elementi hanno la loro sintesi nel personaggio di Leonida, un reduce di guerra, ridotto a una vita solitaria e immobile, confinato ai margini della città, lontano da tutto e da tutti, e specialmente dalla sua famiglia.

Il rapimento di sua figlia Teresa lo costringe ad agire velocemente, a tornare a essere “il mostro” di una volta, la belva, l’addestrato incursore in grado di muoversi nell’ombra, di usare la forza per raggiungere il suo scopo.
Ma ben presto il viaggio si trasformerà in una definita e profonda lezione: per ritrovare Teresa non sarà sufficiente essere un bravo soldato, ma bisognerà imparare a chiedere il sostegno delle persone intorno, specialmente di suo figlio Mattia. Perché l'essere pronti a morire non è nulla in contronto alla capacità di chiedere aiuto.

Il film vive in massima parte di notte, in una città senza nome, una "Gotham City" tutta italiana. Con la fotografia, la scenografia e i costumi abbiamo voluto ricreare una vera e propria area geografica filmicamente nuova, dentro la quale calare un universo di personaggi ricchi di particolari estetici ed emotivi, ma fortemente credibili.

"La Belva" vuole così essere un film d'azione con un cuore vivo e pulsante, che batte grazie ai suoi personaggi e alle loro relazioni. Con l’obiettivo di essere un prodotto di intrattenimento consapevole e profondo, in grado di divertire e far entusiasmare il grande pubblico.

Ludovico Di Martino