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FESTA DEL CINEMA DI ROMA 15 - Nel nome di Totti


Il documentario di Alex Infascelli presentato alla Festa di Roma come Evento Speciale. Il percorso nella sua Roma di un calciatore che ha lasciato il segno e che riesce a raccontarsi tra ironia e tante lacrime. L'INCONTRO CON IL REGISTA Al cinema per tre giorni il 19, 20 e 21 ottobre. Prodotto da The Apartment e Wildside, distribuito da Vision Distribution.


FESTA DEL CINEMA DI ROMA 15 - Nel nome di Totti
Francesco Totti
25 anni di carriera dietro ad un pallone: anni di vittorie, di grandi sfide, di sofferenze e di sogni per romanisti e non solo. Francesco Totti non è stato un semplice calciatore ma il simbolo indelebile della sua squadra, la Roma, e anche uno degli esempi più fulgidi di calcio vero, giocato con passione e impegno. Totti è diventato un’icona, un “personaggio” popolare stimato anche dagli avversari e amato dalla gente di tutta Italia, tifosi di calcio e non.

Nel documentario di Alex Infascelli Francesco Totti si racconta nella notte che precede il suo addio al calcio il 28 maggio 2017. Solo in mezzo a uno Stadio Olimpico buio e silenzioso ripensa alla sua storia da calciatore che ha segnato inevitabilmente quella della Roma. Un flusso di coscienza che parte da quando piccolissimo, sulla spiaggia tentava di dare calci ad una palla. Sono tanti i filmati privati della famiglia Totti presenti nel documentario, quelli con i genitori, i parenti e gli amici e quelli dei primi “passi” del calciatore sul prato verde fino ad arrivare al sogno più grande: giocare per la Roma.

Da tifoso in curva sud a capitano della sua squadra, un grande amore sempre ricambiato tra alti e bassi, che ha creato dei momenti iconici nella storia del calcio romano: dai gol che lo affermano come giovane talento, allo scudetto vinto nel 2001 con la mega festa per giorni in tutta la Capitale; dalla memorabile dedica alla futura moglie Ilary Blasi fino al terribile infortunio dal quale si riprende con fatica e impegno contribuendo alla vittoria della Nazionale ai Mondiali di calcio del 2006.

Francesco Totti commenta queste tappe della sua vita, spesso con un’ironia che strappa qualche risata, rivelando i retroscena, i suoi pensieri prima e dopo un gol decisivo o un evento importante, le sue emozioni e le frustrazioni e la rinuncia a una vita normale diventando uno dei “monumenti” di Roma, osannato dai tifosi ai quali ha regalato irripetibili momenti di gioia.

Un documentario denso e avvincente, una regia dinamica e trascinante con alcuni espedienti interessanti come la “moviola” per tornare indietro su momenti particolari spiegati poi nel dettaglio da Totti. Le sequenze emozionali sul privato del giocatore si alternano alle immagini di repertorio delle partite più importanti, delle reazioni del pubblico dentro e fuori dallo stadio, delle sue interviste sostenute nel corso degli anni.

"Mi chiamo Francesco Totti", sceneggiato da Alex Infascelli e Vincenzo Scuccimarra, non è la semplice celebrazione di un calciatore e non è destinato esclusivamente ai tifosi romanisti: è un documentario che racconta a tutti una vita straordinaria, apprezzabile dagli amanti dello sport e anche da chi non sa nemmeno cosa sia un fuori gioco; è il racconto indiretto anche di un pezzo di storia sportiva italiana, di come eravamo poco tempo fa e di come ora sembra tutto più lontano.

17/10/2020, 20:00

Caterina Sabato