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OTHERMOVIE LUGANO 9 - Il palmares


OTHERMOVIE LUGANO 9 - Il palmares
Si è conclusa la nona edizione di OtherMovie.
Durante la serata conclusiva tenutasi allo Studio Foce di Lugano, la giuria - composta dalla presidente Elena Gladkova, regista; da Laura Aimone, regista; da Paolo Vandoni, regista e da Giuseppe Giannotti -, ha premiato le migliori pellicole dell’edizione.

Di seguito l’elenco con le motivazioni della giuria:

Miglior Film (600 franchi di premio): "Then comes the evening" [A sad se spušta veče] di Maja Novkovic, Bosnia ed Erzegovina e Serbia
Una storia affascinante che crea un legame con lo spettatore senza l’uso delle parole, attraverso il linguaggio dell’arte cinematografica. Ogni inquadratura è come un quadro, una finestra aperta sullo spazio privato della vita di due donne che seguono il ritmo della natura. La forza visiva del film riesce, da sola, ad essere molto più efficace di qualsiasi conversazione e dialogo.

Miglior Regia (500 franchi di premio): "In the Land of Morning Calm" [Nel paese di calmo mattino] di Alessandra Pescetta, Italia e Corea del Sud
Un racconto originale pervaso di emozioni e della convinzione che la natura regala il talento all’uomo per il bene della vita. Le riprese sono eccellenti e, a partire dall’inquadratura iniziale, lo spettatore viene portato immediatamente all’interno dell’anima del personaggio, creando fin da subito un registro intimista.

Le menzioni speciali sono state conferite invece a:
“Robin Food” di Pavel Maximov, Italia
Un documentario su come un gruppo di persone è riuscita a trasformare l’idea dell’uso intelligente del cibo nell’avventura di una vita. La storia ha un ottimo ritmo, inquadrature intriganti e una colonna sonora molto appropriata.
“Traces” di Sébastien Pins, Belgio
Una rappresentazione poetica del crepuscolo di un uomo, del ciclo della vita immersa in una natura grandiosa e del problema del disboscamento. Ambientazione e fotografia degne di nota.

Miglior corto svizzero della sezione OtherSwiss short: “The sky farmer” [Paysan du ciel] di Simon Gabioud
Una narrazione toccante e bucolica della vita e del lavoro di un uomo in armonia con la natura, ritratta in modo sorprendentemente vivido utilizzando sia scene in bianco e nero sia a colori. La trama è così immediata e l’entusiasmo del protagonista palpabile che la storia coinvolge subito il pubblico.

Parallelamente si è tenuto il VideoArt Contest 2020.
La giuria - composta daI prof. Gamal Meleka presidente della giuria (Egitto), dal regista Antonio Schmidt (Svizzera) e dal regista Fiorenzo Bernasconi (Italia) - ha così deciso:

Miglior VideoArt: “This was a crazy year” di Rupert Jörg, Germania

Premio speciale del presidente della giuria:“Second act red motion” dell’artista Luca Di Bartolo, Italia.

Per tutti i premi e menzioni, cliccare qui.

15/10/2020, 15:19