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CINEMA, DOMANI - Valerio Mastandrea, attore e regista


"Torneremo a fruire dei temi eterni": intervista sui possibili scenari futuri per il cinema italiano, dopo il lungo stop causato dall'emergenza Covid-19.


CINEMA, DOMANI - Valerio Mastandrea, attore e regista
In un momento storico particolarmente difficile e complesso, in cui la pandemia da Covid-19 ha portato al blocco della gran parte delle attività produttive, tra cui quelle legate al mondo dello spettacolo e dell'intrattenimento, quale futuro è possibile immaginare per il nostro cinema? Cinemaitaliano.info lo sta chiedendo ai protagonisti del cinema di casa nostra, queste le parole dell'attore e regista Valerio Mastandrea.

Come stai vivendo questo momento, e come pensi che stia cambiando la società?
Questa esperienza ci sta insegnando che nessuno può pensare a se stesso, ma bisogna pensare in maniera collettiva, una cosa quasi rivoluzionaria per i tempi che viviamo. Per adesso cerco di pensare, magari il meno possibile visto che pensare fa bene ma ammala pure, e mi godo qualcosa che mi ero perso di vista, sempre attento a rispettare gli altri per come ci è richiesto.

Pensando a quello che potrebbe essere il futuro del nostro cinema dopo questo lungo periodo, come te lo immagini?
Rispetto al futuro del nostro cinema, in questi giorni non riesco ad immaginare nulla. Non voglio pensarci adesso, perchè tutti stiamo vivendo un po una sorta di isolamento creativo. Da Gennaio avevamo iniziato a scrivere il nuovo film da regista, e ci siamo bloccati senza neanche dirci perchè o “ci sentiamo domani”, ci siamo semplicemente spenti. Altri mi dicono “scrivo ma non c'è nessun motivo per farlo”. Arriveremo probabilmente a riformulare la domanda e l'offerta, la motivazione che ti spinge a scrivere un film.

Pensi che questo momento storico potrà essere raccontato a cinema, o si sceglieranno ben altri temi da portare sul grande schermo?
Non credo che nessuno arriverà a scrivere un film che parli di questo momento adesso, perchè c'è bisogno di distanziarsi dalle grosse crisi epocali e che riguardano tutti per poterne avere lucidità, e con logica raccontare. Più che altro torneremo forse a fruire dei temi eterni, che sono quelli della tragedia greca, l'amore, l'odio, la vendetta, i legami, che sono quelli su cui il racconto alla fine si è sempre basato.

Uno degli ultimi successi del cinema italiano di questa stagione, prima della chiusura delle sale, è stato “Figli”, scritto da Mattia Torre. Mancherà, e molto, non poter leggere una sua pagina su tutto questo...
La cosa che mancherà di più e che mancherà sempre è il suo sguardo sulle cose, sul mondo, su se stessi. E' uno dei pochi intellettuali, e lo voglio chiamare così anche se mi sputerebbe, che aveva il coraggio di sentirsi responsabile di una certa deriva, non tanto culturale, quanto nei comportamenti sociali, che ha un certo tipo di persona. Si, immagino quello che avrebbe scritto in questi tempi e quello che ci saremmo detti...

23/03/2020, 19:48

Antonio Capellupo