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FOREIGN OFFICE - "Il Segreto della Miniera"


Il film di Hanna Slak Uscir nelle sale il 31 ottobre, con il patrocinio di Amnesty International distribuito da Cineclub Internazionale. Con Leon Lucev, Marina Redzepovic, Zala Djuric, Boris Cavazza


FOREIGN OFFICE -
"Il segreto della Miniera" di hanna Slak
Ambientato nella odierna Slovenia, il film tratto da una storia vera, quella di Mehmedalija Alic di origine bosniaca, salvatosi fortunatamente dalla strage di Sebrenica del1995, perch immigrato quattordicenne in Slovenia come minatore.

Il racconto di Mehmedalija pubblicato dalla stampa nel 2010, ha subito incuriosito la regista Hanna Slak, che ha voluto conoscerlo di persona rimanendo impressionata dalla sua esperienza. Insieme hanno poi scritto il libro della sua storia dal quale ha poi tratto la sceneggiatura del film, con lintento di portare il mondo intero a conoscenza del dramma accaduto nella miniera di Huda Jama, la miniera crudele, come viene chiamata in Slovenia, a causa di una strage avvenuta nellimmediato dopoguerra, luogo di un ennesimo tragico eccidio di una intera popolazione locale, fatta di collaborazionisti nazisti e anticomunisti che a migliaia vennero seppelliti vivi allinterno della miniera.

Il minatore Aljia, viene incaricato dal suo capo di fare un rapporto sbrigativo e superficiale dello stato della miniera chiusa e abbandonata da tempo, insistendo sulla necessit di non andare a fondo e di terminare il superficiale controllo e consegnare il rapporto al pi presto. Il minatore invece intuisce che allinterno, nelle viscere della terra, oltre un muro costruito dalluomo, si nasconde il segreto della miniera.

Con determinazione e con laiuto di un ragazzo tirocinante, il minatore si accanisce sulla rimozione della parete nonostante i vari tentativi di bloccarlo da parte della Amministrazione delle Miniere e del suo giovane capo, andando contro la polizia e il governo che non desiderano tirare fuori quella scomoda storia di settanta anni prima. Aljia, riesce con caparbia nel suo intento: portare alla luce i corpi da lui rinvenuti e ancora seppelliti l sotto. Nel racconto, la storia passata si intreccia con la storia presente, capitoli oscuri che si ripetono nel tempo, casi di pulizia etnica, di stragi di innocenti, di assassini di massa che entrano in relazione con la strage di Sbrenica dove Aljia ha perso tutta la famiglia, soprattutto la cara sorella rimasta in Bosnia e sparita nel nulla come tutto il resto dei suoi parenti e concittadini.

Far conoscere questi genocidi che si ripetono, ecco le intime motivazioni per cui il minatore non molla, a costo di perdere la cittadinanza conquistata a fatica, il lavoro, la moglie ed i figli, mette senza inugio a rischio tutte le comodit della sua vita slovena. Il film denuncia un silenzio drammatico, infatti a tuttoggi il governo non ha ancora autorizzato il riconoscimento di tutte le vittime, ha invece chiuso e murato lentrata dichiarando il luogo un cimitero militare, mentre grazie alle foto e alle denunce di Alic si sa benissimo che allinterno rimangono migliaia di vittime senza nome di donne, bambini e anziani e dunque non solo di soldati.

Perfetta linterpretazione di Leon Lucev pluripremiato attore croato che interpreta Aljia Alic il quale, oltre ad essere incredibilmente somigliante al vero minatore (che appare in un frame allinizio del film) emana in modo superbo quel disagio interiore profondo, per cui la necessit di reagire, diventa pi importante di ogni minaccia. Impegnativo e toccante il suo dire basta a quel sentirsi indifesi e succubi dei soprusi da tutta la vita, trovando spunto in questa vicenda, per quel moto di ribellione istintivo che lo libera in modo simbolico da troppi anni di silenzio. Bravissima anche Marina Redzepovic che interpreta sua moglie, una donna dimessa, umile ed al tempo stesso forte e vicina al marito.

Il film ha partecipato a molti festival europei, conquistando premi come opera di un cinema impegnato, portatore di un messaggio di pace.

14/10/2019, 09:48

Silvia Amadio