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LOCARNO 72 - "Dilili a Parigi" nel dopo-festival


LOCARNO 72 -
Locarno, Piazza Grande. La carica dei quattromila: ragazzini, genitori, nonni e parenti incantati dal film di MICHEL OCELOT proposto dal Gruppo genitori locarnese.

Un maestro di animazione che in “Dilili a Parigi” ha saputo fondere in modo incomparabile creatività, arte, suspense e animazione. È stata una serata eccezionale dovuta anche alla clemenza del tempo. Per molti spettatori in erba e futuri cinefili il film di Michel Ocelot è stata la scoperta del cinema, fuori dagli steccati televisivi e dei tablet in una condivisione di immagini e di emozioni. In Dilili a Parigi ogni categoria di spettatori ha trovato il suo cinema e la sua gioia: I piccoli le avventure della piccola detective privata. Per i grandi le immagini della Belle Époque e la Parigi dei loro sogni ma per tutti il ritmo narrativo e soprattutto i colori incantatori.

Dilili è una piccola kanak meticcia, che arriva a Parigi, a fine Ottocento, imbarcandosi di straforo sulla nave che riporta in Francia, dalla Nuova Caledonia, l'insegnante anarchica Louise Michel, di cui diviene discepola. Nella capitale stringe amicizia con Orel, un facchino affascinante e gentile, che conosce tutto il mondo culturale e artistico della Belle Époque. Insieme a lui, scarrozzerà per tutta Parigi alla ricerca dei cosiddetti “Maschi Maestri” una banda di malfattori che terrorizza la città, svaligiando le gioiellerie e rapendo le bambine.

Quanta bellezza, intelligenza e ironia, in questo Dilili a Parigi, che sembra assommare i precedenti lavori di Ocelot (l'incipit richiama esplicitamente Kirikou, altre scene strizzano l'occhio a Azur e Asmar) e rinnovare ancora una volta l'arte dell'animazione cinematografica. Con la consueta, straordinaria abilità, Ocelot fonde l'intento educativo con un'immaginazione galoppante, la realtà del paesaggio parigino e dei tanti personaggi illustri chiamati a raccolta, con la freschezza di uno sguardo nuovissimo, che non teme il confronto con le icone, perché possiede in quantità gentilezza e coraggio.

Esattamente come la protagonista di questo film, Dilili: un personaggio che pare uscito da un classico della letteratura per l'infanzia, ma è portatore di una consapevolezza contemporanea, straordinariamente matura e cristallina. Una nuova Zazie, che fa rivivere cinematograficamente la capitale francese come non accadeva da tempo, esplorandola in ogni dove, dalle fogne al cielo, per celebrarla, infine, con una sequenza tra sogno e spettacolo.

21/08/2019, 10:59

Augusto Orsi