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LA SECONDA PATRIA - Storie dei migranti in Canada


Paolo Quaregna racconta Schefferville, piccola cittadina dove moltissimi immigrati si trasferirono per lavorare nelle miniere.


LA SECONDA PATRIA - Storie dei migranti in Canada
Mentre oramai da anni non si parla che di immigrazione verso le coste del Belpaese, non dobbiamo dimenticarci che anche l’Italia è stata a lungo soggetta a grandi flussi di emigrazione. Un consistente numero di Italiani nei decenni passati ha scelto, per esempio, di dirigersi al di là dell’atlantico, in Canada. In Seconda patria, il regista Paolo Quaregna torna indietro nel tempo e, grazie ai racconti di chi in prima persona emigrò o dei loro figli, ricostruisce la storia dei migranti che, lasciata la patria alle spalle, hanno cercato maggiore fortuna nel nord del continente americano. Per la precisione è Schefferville, in Quebec, a far da sfondo a molte delle vicende riportate alla memoria in questo documentario. Una piccola cittadina dove moltissimi immigrati si trasferirono per lavorare nelle miniere.

Il documentario dà risalto a come l’identità di coloro che hanno scelto di restare in Canada, dove hanno trascorso tutta la loro vita o gran parte di essa, sia data da una profonda fusione della cultura italiana e di quella canadese che, nonostante siano molto diverse, non faticano a convivere. Questo doppia presenza viene sottolineata anche dal fatto che il regista abbia scelto di condurre il documentario in parte in francese e in parte in italiano, proprio a voler simbolicamente accentuare la dualità che caratterizza il loro animo. Alcuni di loro hanno un italiano stentato, perché dopo tanti anni hanno perso l’abitudine a parlarlo o perché, nati in Québec, non l’hanno mai imparato fino in fondo. Tuttavia, nessuno di loro è esente dall’influenza dei valori e dei costumi che sono tipici del nostro popolo.

Il documentario cammina nel passato di questi emigrati lasciando che siano le loro testimonianze a raccontare le sfide e le difficoltà che hanno incontrato nel loro lungo viaggio. Ai semplici primi piani sui volti emozionati dei protagonisti, Seconda patria alterna dei vecchi video d’archivio che attraverso le immagini richiamano ciò che le loro parole descrivono.
Verso la sua conclusione, Seconda patria palesa in maniera chiara il messaggio che rappresenta la ragion d’essere del documentario. Infatti, negli ultimi minuti si inserisce nella polemica che ormai da lungo tempo il nostro paese si porta dietro e che divide il paese fra chi sostiene il dovere di accogliere i migranti e chi, invece, lo ritiene estremamente sbagliato. Il film si schiera a sostegno di un’idea di immigrazione inclusiva che non neghi agli altri ciò che in passato è stato concesso a noi. Supporta la sua tesi con una serie di dati mostrati nel finale in cui sottolinea come anche l’Italia sia stata terra di fortissima emigrazione con quasi 30 milioni di emigrati durante il 20 secolo. Il documentario parte quindi dai racconti personali di alcuni individui per affrontare il tema generale dell’emigrazione verso il Canada e, in questo modo, dirigersi delicatamente verso una critica generale delle politiche adottate dal nostro paese relativamente alla gestione delle migrazioni nel corso dei decenni.

05/07/2019, 15:12

Gabriele Nunziati